ReA! Art Fair: genesi e prospettive di una nuova realtà

ReA! Art Fair, la fiera dedicata agli artisti emergenti e ai loro primi collezionisti, dal 2020 alla Fabbrica del Vapore di Milano, racconta il proprio approccio e le ispirazioni, il confronto con la città e i progetti futuri.

Sapete già tutto di ReA! Art Fair, la fiera dedicata ad artisti emergenti e primi collezionisti?

Ideata e diretta da un gruppo di dodici giovani imprenditrici dell’arte, ReA! Art Fair ha coraggiosamente debuttato lo scorso 2020 e ha riaperto la stagione alla Fabbrica del Vapore di Milano in questo settembre 2021.

Un allestimento coerente e curato ha presentato al pubblico le opere di cento artisti, selezionate dalle curatrici del team, spaziando tra pittura e scultura, fotografia e digital art, installazioni e performance, fino alla street art.

Nei quattro giorni della manifestazione, dal 4 al 6 settembre appena trascorsi, ReA! Art Fair ha visto la partecipazione di 2800 visitatori dal vivo e 5054 per la visita virtuale, arrivando a un tasso di vendita delle opere pari al 20%.

Ho inviato qualche domanda per conoscere meglio la proposta di questa realtà fondata sulla novità e guidata da un chiaro univoco intento: mettere l’artista indipendente al centro di un dialogo concreto.

Link e approfondimenti in fondo all’intervista.

artalkers.it | installation view: ReA! Art Fair 2021, Fabbrica del Vapore, Milano | ph. Michela Pedranti
installation view: ReA! Art Fair 2021, Fabbrica del Vapore, Milano | ph. Michela Pedranti
Da che cosa è nata la necessità di proporre una nuova fiera e che cosa significa ReA?

Maria Myasnikova, ReA! Art Fair: REA nasce come risposta alle limitate possibilità espositive per gli artisti emergenti. Purtroppo in Italia, il più delle volte, una volta laureati gli artisti si trovano in una situazione in cui le opportunità di esposizione sono poche o nulle e quelle che esistono richiedono un compenso di partecipazione piuttosto elevato.

Volevamo creare non solo una fiera d’arte, dove poter mostrare le loro opere, vendere e promuoversi a costo zero, ma anche una comunità di persone affini che promuovono e sostengono tutte le categorie artistiche, dove i curatori lavorano a stretto contatto con i loro artisti, consultandoli sia durante che dopo la fiera.

Il nome è composto da tre lettere, la prima ha un significato fluido, poiché non volevamo qualcosa di monumentale: R – Raw, Recent, Radically new; e gli altri due rappresentano il nucleo del concetto: E – Emerging; A – Artisti.

artalkers.it | installation view: ReA! Art Fair 2021, Fabbrica del Vapore, Milano | ph. Michela Pedranti
installation view: ReA! Art Fair 2021, Fabbrica del Vapore, Milano | ph. Michela Pedranti
Quali sono le ispirazioni e le linee guida, ma anche le peculiarità che caratterizzano questo format di fiera?

Maryna Rybakova, ReA! Art Fair: Le ispirazioni erano molteplici a partire dalla Biennale di Venezia fino ai Degree shows e fiere di artisti indipendenti come The Other Art Fair all’estero – a menzionarne una. Tuttavia, il concetto di ReA! è sempre in via di evoluzione man mano che il progetto cresce.

Come missione di base volevamo proporre agli artisti un approccio diretto al pubblico generale, la possibilità di far vedere le proprie creazioni a migliaia di visitatori nel giro di pochi giorni.

Una linea guida importante per noi è quella di far conoscere al pubblico cento talenti nuovi ogni anno, le candidature degli artisti partecipanti delle edizioni precedenti non vengono considerati per almeno 2 anni successivi, in modo da poter lasciar spazio ai nuovi arrivati. Questo concetto di far uscire sempre nuovi talenti è fondamentale.

artalkers.it | installation view: ReA! Art Fair 2021, Fabbrica del Vapore, Milano | ph. Michela Pedranti
installation view: ReA! Art Fair 2021, Fabbrica del Vapore, Milano | ph. Michela Pedranti
Il team di sole donne è una scelta programmatica o un caso?

Elisabetta Roncati, ReA! Art Fair: In realtà è stato un caso. Quando abbiamo iniziato a progettare ReA!, ormai più di due anni fa, abbiamo cercato di coinvolgere più soggetti possibile afferenti al mondo artistico-culturale senza preclusioni di sorta. Devo ammettere che all’epoca pochi hanno creduto in un progetto che dai più veniva considerato utopico, per usare un eufemismo.

Ci siamo così ritrovate tutte ragazze, per la maggioranza under 35, ma ciò non ci ha scoraggiate. Anzi, è stata una motivazione in più per rimboccarsi le maniche e dare il meglio di noi.

Adesso, a ben due edizioni della manifestazione conclusasi con risultati ottimali, guardiamo al percorso fatto con grande soddisfazione.

Ovviamente la “grande famiglia” di ReA! non annovera solo figure femminili, sebbene il suo direttivo sia tutto in rosa. Tra volontari, allestitori, sponsor ed altri ruoli gli uomini non mancano.

artalkers.it | ReA! Art Fair: ritratto del team direttivo al femminile.
ReA! Art Fair: il team direttivo al femminile.
Nel contesto molto denso della città di Milano, come si articola il rapporto con il territorio e con le altre istituzioni dell’arte, fieristiche e non?

Laura Pieri, ReA! Art Fair: Dopo due anni di attività possiamo essere fiere della rete che stiamo costruendo.

Come tanti, crediamo fortemente che al giorno d’oggi la chiave sia la collaborazione e infatti a partire da questa seconda edizione della fiera abbiamo deciso di delegare un’area espositiva ad associazioni e istituzioni dell’arte sempre diverse – quest’anno lo spazio è stato affidato alla curatela di Alessia Romano e Federico Montagna di Artoday.

Altra collaborazione è quella nata con Marta Sironi e gli altri fondatori di co_atto. Con loro al momento stiamo partecipando al progetto Ricominciare dal Silenzio con l’esposizione dell’opera di Fabrizio Narcisi – artista che ha partecipato alla prima edizione di ReA – in una delle vetrine del passante ferroviario di Porta Garibaldi.

Inoltre, la rete che stiamo creando coinvolge anche altre realtà legate alla città di Milano, una su tutte la collaborazione con Fabio Lucarelli che a giugno scorso ha ospitato la mostra collettiva Routes da noi organizzata presso gli spazi di Scalo Lambrate.

artalkers.it | installation view: ReA! Art Fair 2021, Fabbrica del Vapore, Milano | ph. Michela Pedranti
installation view: ReA! Art Fair 2021, Fabbrica del Vapore, Milano | ph. Michela Pedranti
Garantire e mantenere qualità e affidabilità delle proposte artistiche, evitando il temutissimo effetto “mostra degli alunni”, è una delle principali sfide. Come riuscite a farlo?

Milena Zanetti, ReA! Art Fair: Il team curatoriale è composto da cinque figure professionali molto diverse tra loro e questo permette di visionare le candidature sotto molteplici punti di vista.

La scelta finale degli artisti rispecchia dunque i diversi percorsi di ricerca curatoriale e artistica di ognuna di noi curatrici che andrà poi a seguire personalmente l’artista durante il percorso di selezione o produzione dell’opera più coerente e visionaria per la partecipazione allo show finale.

Cerchiamo di incoraggiare anche i progetti più ambiziosi lasciando agli artisti piena libertà di concretizzazione evitando di incanalarli in scelte semplicistiche sebbene l’ambito espositivo rimanga fieristico.

artalkers.it | installation view: ReA! Art Fair 2021, Fabbrica del Vapore, Milano | ph. Michela Pedranti
installation view: ReA! Art Fair 2021, Fabbrica del Vapore, Milano | ph. Michela Pedranti
Le fiere sono fatte anche per favorire il lato commerciale, ma qui manca la figura delle gallerie addette alla vendita. Ci raccontate qualcosa su come si snoda questo passaggio?

Maria Paola Cavallo, ReA! Art Fair: La parte commerciale è per noi molto importante, perché permette agli artisti emergenti una valorizzazione non solo culturale, ma anche economica del loro lavoro.

Non essendoci il tramite delle gallerie le vendite delle opere in fiera avvengono tramite il nostro team e con l’aiuto dei mediatori culturali che hanno un ruolo importante nella spiegazione delle opere ai collezionisti.

Due aspetti fondamentali della fiera, fin dalla prima edizione, sono la trasparenza dei prezzi – ben visibili vicino alle opere – e il contatto diretto tra artista e collezionista grazie all’assenza di intermediazione.

Oltre alle vendite in loco, la sezione digitale della fiera permette l’acquisto online delle opere esposte tramite il nostro sito web – www.reafair.com/shop. Quindi chi non ha potuto recarsi fisicamente in fiera non solo ha la possibilità di visitarla tramite il virtual tour 3D, ma anche di acquistare direttamente online le opere.

artalkers.it | installation view: ReA! Art Fair 2021, Fabbrica del Vapore, Milano | ph. @xanikka
installation view: ReA! Art Fair 2021, Fabbrica del Vapore, Milano | ph. @xanikka
Come ha risposto il pubblico in queste prime due edizioni in pandemia?

Beatrice Dezani, ReA! Art Fair: Dopo diverso tempo di assenza di eventi sociali e culturali e nonostante la paura, nata con la pandemia, di uscire e stare a contatto con le persone, abbiamo riscontrato un’ottima risposta da parte del pubblico ad ambedue le edizioni di ReA! Art Fair.

La prima è stata molto complicata nell’organizzazione in quanto è capitata in un periodo di “apertura e chiusura” in cui l’incertezza e la paura regnavano sovrane. Abbiamo dovuto rinunciare a tutti i talk e le performance e ciò in parte ci ha limitato, ma comunque la fiera ha destato molto interesse e un gran numero di appassionati d’arte e anche solo di curiosi hanno visitato la nostra fiera.

È stato soprattutto un pubblico mosso dalla curiosità di scoprire questa nuova realtà nel mondo dell’arte milanese nata in un periodo storico così travagliato e dove quasi tutto si è rallentato o addirittura fermato… Il feedback è stato molto positivo e la visibilità e la rispettabilità ottenute ci hanno permesso di organizzare la seconda edizione.

Sia il contesto sociale che l’esperienza dell’anno precedente hanno contribuito a far sì che abbiamo potuto offrire al pubblico una seconda edizione della fiera più completa e articolata, sempre con lo scopo principale di supportare realtà giovani e fresche come ReA!.

Il numeroso afflusso di visitatori, il vivo interesse di appassionati d’arte e le numerose vendite effettuate durante i tre giorni di fiera hanno dimostrato che il nostro lavoro è stato molto apprezzato e che l’essere umano è comunque attratto dalla creatività e dall’arte.

Questa convinzione e i risultati ottenuti spronano ReA! a continuare il magnifico percorso iniziato l’anno scorso.

artalkers.it | installation view: ReA! Art Fair 2021, Fabbrica del Vapore, Milano | ph. Lera Polivanova
installation view: ReA! Art Fair 2021, Fabbrica del Vapore, Milano | ph. Lera Polivanova
Anche in relazione alle difficoltà superate e ai risultati ottenuti, quali sono gli obiettivi per la prossima edizione?

Pelin Zeytinci, ReA! Art Fair: ReA! Art Fair fa parte di Rea Arte, l’associazione no-profit che pone gli artisti e i lavoratori del mondo dell’arte al centro della propria attività. Come associazione dall’anno scorso stiamo costruendo un progetto per l’educazione attraverso cui teniamo dei workshop rivolti agli artisti che ne sentano la necessità. I temi trattati sono tanti, come ad esempio costruire un portfolio, la scrittura di un comunicato stampa oppure lo storytelling per gli artisti e i curatori.

Quest’anno non organizzeremo solo i workshop, ma inizieremo a fare dei veri e propri corsi con rilascio di certificazione e nel frattempo vogliamo fornire consulenza agli artisti emergenti che ne hanno bisogno.

Rea Education continuerà anche con i corsi per i bambini e i giovani studenti.

Vogliamo costruire un sistema che funzioni a 360 gradi.

Un altro progetto importante a cui teniamo molto è quello degli studio visit che vogliamo ampliare sempre più, aprendo gli spazi a tutti coloro che siano interessati. Poco importa se i visitatori sono collezionisti o meno, l’obiettivo è quello di eliminare la barriera fra l’artista e la società, aiutandolo ad aprire ad un pubblico sempre più ampio il suo mondo.

Tantissime volte l’artista, soprattutto se è emergente, non viene visto come un professionista e per cambiare questa visione crediamo sia necessario concentrare i nostri sforzi su un doppio fronte: la società da una parte e l’artista dall’altra.

L’arte sulla carta non sembra essenziale per sopravvivere, ma noi pensiamo proprio il contrario e investiamo su questa.

FONTI e APPROFONDIMENTI
- sito ufficiale ReA! Art Fair (link)

Alice Traforti

Founder e Redazione | Vicenza
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