Science Gallery Venice | arte e scienza s’incontrano a Venezia

In un famoso discorso tenuto nel 2011, Steve Jobs dichiarava che solo sposata con le arti liberali e le discipline umanistiche, la tecnologia restituisce “risultati che fanno cantare il cuore”. Lo stesso si può dire del matrimonio fra arte e scienza, basti pensare alla figura topica in questo senso di Leonardo Da Vinci. Nel settore culturale, tuttavia, le due discipline sono ancora generalmente separate – arte nelle gallerie e musei d’arte, scienza nei musei di scienza o nelle università. Global Science Gallery Network, un progetto nato all’interno dell’Università di Dublino e diventato globale, si pone come obbiettivo di colmare questa lacuna.

Sbarcato in Italia a Venezia, dove prossimamente aprirà Science Gallery Venice in partnership con Università Ca’ Foscari, il progetto nasce  per stimolare soprattutto nei giovani  l’interesse scientifico attraverso l’osmosi fra arte e scienza, dove la scienza ispira l’arte e l’arte sfida la scienza.  Anna Puccio, Board Director della Fondazione Università Ca’ Foscari Venezia ed Executive Director di Science Gallery Venice, ci ha spiegato l’unicità di questo progetto e le opportunità che offre a studenti, artisti, al pubblico e alle aziende del territorio.

 Che cosa è Science Gallery?

Anna Puccio: È un progetto unico al mondo che consiste in un network internazionale di gallerie dove arte e scienza s’incontrano.  La sua particolarità consiste nel nascere all’interno delle università. L’esperienza inizia nel 2008 con Science Gallery Dublin, all’interno del Trinity College, con l’intento di coinvolgere la comunità e il territorio nella ricerca scientifica dell’università. Il ‘public engagement’ è una delle principali missioni del network, che ha lo scopo di coinvolgere le comunità locali e utilizzare le proprie conoscenze per generare nuove ricerche con un respiro internazionale.

Il taglio delle mostre vuole essere ‘transdisciplinare’ o meglio ‘anti disciplinare’, cioè favorisce sia lo scambio fra discipline che il ribaltamento delle prospettive sugli argomenti che verranno trattati. Le mostre interpretano gli spunti forniti dalla ricerca, e in un secondo momento l’arte deve restituire delle riflessioni alla scienza. Quindi non semplicemente arte che s’ispira alla scienza, ma un processo creativo che ha le proprie radici nella ricerca scientifica che raggiunge il pubblico in un modo inedito.

Intimacy. Science Gallery Dublino
Quali sono ad oggi le altre sedi nel mondo?

Anna Puccio: Del network ad oggi, oltre a Dublino, fanno parte l’Università Ca’ Foscari a Venezia, il King’s College a Londra, e a Rotterdam l’Erasmus University Medical Centre. Queste sedi, come Science Gallery Venice, inaugureranno nel 2020 e il programma di mostre è invece già attivo in quasi tutte le università. In India, Bangalore partecipa con tre università, che stanno iniziando ora la programmazione. L’Australia partecipa con il Politecnico di Melbourne, e negli Stati Uniti l’Università del Michigan a Detroit ha aperto inizialmente un laboratorio, e dopo qualche stagione espositiva ha deciso entrare nel network con una sede permanente.

Render della tesa a San Basilio, sede di Science Gallery Venice
Come sarà organizzata la sede veneziana di San Basilio?

Anna Puccio: Science Gallery Venice sorgerà nell’area di San Basilio, nel fabbricato 4, parte di un insediamento storico di tese delle Provveditorie Marittime, un quartiere abbastanza abbandonato e per certi versi problematico, dove è in corso un grande processo di rigenerazione urbana con una forte impronta culturale, guidato dall’Università e dal porto.

In quell’area il prossimo settembre verrà aperta una residenza per quasi settecento studenti. Il fabbricato 4 si trova al confine con le Zattere, quindi aperto verso la vita della città. La Gallery comprenderà vari spazi espositivi, una caffetteria e ulteriori spazi per i laboratori e i talk, componente importante del progetto, che si svolgeranno durante le mostre. Science Gallery Venice vuole essere un luogo diverso dalla Venezia di oggi, un polo di aggregazione aperto al futuro non solo per studenti e scienziati, ma che coinvolga tutti, cittadini veneziani e visitatori.

AK47 vs M16. Science Gallery Dublino.
Qual’e’ il ruolo dell’Università Ca’ Foscari e del Distretto Veneziano della Ricerca e dell’Innovazione nel progetto? Come vi finanziate?

 Anna Puccio: L’Università ha già una forte vocazione internazionale, e questo progetto sancisce la sua partecipazione ad un network internazionale. Ca’ Foscari sta finanziando la ristrutturazione della tesa di San Basilio, che appartiene all’autorità portuale veneziana, che l’ha concessa gratuitamente all’Università in modo specifico per la realizzazione di aule e di Science Gallery. La parte creativa ed espositiva deve invece essere finanziata tramite raccolta di fondi.

Il Distretto Veneziano della Ricerca e dell’Innovazione comprende Ca’ Foscari e molti altri enti di Venezia, scientifici e artistici, come l’Accademia di Belle Arti di Venezia ad esempio. Lo scopo del distretto è la comunicazione fra gli enti. Per questo motivo, nel protocollo d’intesa del Distretto, l’obbiettivo principale nei prossimi due anni è finanziare, almeno in gran parte, Science Gallery.

Mediators. Science Gallery Venezia.
Come svilupperete il programma delle mostre?

Anna Puccio: È stato elaborato un format organizzato in tre stagioni l’anno, che comprendono più mostre, focalizzate su un argomento su cui convergono vari dipartimenti di ricerca.

Una commissione di artisti, scienziati e giornalisti scientifici individua possibili tematiche per mostre, per lasciare spazio alla creatività degli artisti e anche far in modo che gli scienziati possano agire a loro volta con gli artisti. In questo senso Leonardo Da Vinci, sintesi della figura di scienziato artista, è per noi fonte d’ispirazione, tanto che il nostro “comitato consultivo” si chiama Leonardo Group.

In seguito lanciamo una call internazionale, cui gli artisti rispondono con nuovi progetti, oppure con opere già esistenti che calzano il concetto. Ogni mostra comprende 20 o più installazioni, ha una durata di tre-quattro mesi ed è intesa come un’occasione di dibattiti e workshops per gli studenti, e non solo.

E le residenze?

Anna Puccio: La prima open call prevista dal programma di residenze di Science Gallery Venice si chiama EARTH WATER SKY, ed è stata vinta, per il primo di tre anni, dalla fotografa Emma Critchley. Alla call hanno partecipato circa 150 artisti da 32 paesi. Le residenze del triennio sono finanziate dalla Martine et Didier Primat Foundation, fondazione di una famiglia svizzera molto attenta alle problematiche ambientali, e da una fondazione dell’Università di Grenoble.

L’artista britannica lavorerà con il team del professor Carlo Barbante, Direttore dell’Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali del CNR e Vice Direttore del Dipartimento di Scienze Ambientali Informatica e Statistica di Ca’ Foscari.  Critchley parteciperà ad Ice Memory, progetto internazionale diretto dal professor Barbante.

 

Di cosa si tratta?

Anna Puccio: È un progetto visionario, che ha come fine l’istituzione del primo archivio del ghiaccio in Antartide e dei ghiacciai minacciati dal riscaldamento globale, lasciando un patrimonio che potranno analizzare le future generazioni di scienziati. Al momento la tecnologia non ci consente di leggere questi campioni senza distruggerli, da qui la necessità di preservarli per il futuro. Emma Critchley verrà a Venezia per otto settimane per lavorare insieme ai ricercatori. Da giugno per quattro settimane li seguirà sul campo e a ottobre tornerà a Venezia per realizzare la sua opera.

Illusion. Science Gallery Dublino
Pensate di orientarvi verso progetti che si focalizzano sull’ambiente?

Anna Puccio: Da Venezia, naturalmente la nostra prospettiva è sull’acqua, quindi molto di ciò che faremo è orientato in questo senso.

 

 Con quali criteri selezionate gli artisti?

Anna Puccio: Chiarisco subito che non è indispensabile che i candidati siano giovani artisti, possono anche essere ricercatori che a un dato punto della loro carriera decidono di diventare artisti, ad esempio. Io ritengo che i migliori risultati si ottengano quando c’è sintonia d’intenti e un rapporto che stimoli il dialogo all’interno del team. Naturalmente è fondamentale che sia centrato il concetto, e che sia tenuto a mente il target di età cui ci rivolgiamo, i giovani tra i 15 e i 25 anni.

Aggiungo che stimolare l’aggregazione di una comunità artistica con un’inclinazione ‘arte e scienza’ in Italia, o di italiani all’estero, è per me molto importante. Sarebbe interessante in questo senso sviluppare un collettivo virtuale degli artisti che lavorano in questa direzione, e ci stiamo organizzando per questo.  Mi è molto dispiaciuto che alla nostra prima call, su 150 partecipanti solo una decina fossero italiani, e che uno solo di loro sia entrato nella rosa dei finalisti.

Game. Science Gallery Dublino.
A questo proposito, come intendete ‘catturare’ un pubblico giovane e giovanissimo, che se non sbaglio è il vostro principale target di riferimento?

Anna Puccio: Il target di età cui si rivolgono i nostri progetti è molto giovane perché vogliamo attirare e incuriosire i giovani possibilmente prima che frequentino l’università. Non è un target facile, e in un certo senso bisogna essere ‘sfidanti’ per agganciare la loro attenzione con connessione, partecipazione e sorpresa, secondo quelli che sono i nostri ‘core values’. Vorremmo che i futuri studenti individuassero, attraverso le domande stimolate dalla ‘collisione’ fra arte e scienza, le proprie inclinazioni scientifiche o umanistiche, digitali o tecnologiche. Il fine ultimo è quello migliorare la realtà in cui viviamo e attivare attraverso i nostri valori nuove prospettive.

 

Mi potresti fare qualche esempio?

Anna Puccio: A dicembre riprenderemo una mostra itinerante che al momento è a Melbourne. S’intitolerà Illusion, e l’argomento, l’illusione, sarà trattato per campi diversissimi fra loro: l’illusione economica e finanziaria, l’illusione ottica, o ancora l’idea di falso, per esempio.

Illusion, Science Gallery  Dublino.

 Stiamo anche lavorando ad un progetto ancora in divenire, in occasione dell’anno celebrativo della tavola periodica degli elementi che compie 150 anni. Dal momento che la nostra missione è quella di proiettarci nel futuro, più che di celebrare il passato, abbiamo individuato un taglio attuale. Seguendo un tipico approccio di Science Gallery, abbiamo elaborato un concept per lavorare sugli elementi ‘problematici e controversi all’interno della tavola, chiamati ‘nasty elements’, elementi identificati e banditi dalle aziende perché alla base di conflitti geopolitici o perché usati nell’industria bellica, quindi problematici da un punto di vista etico.

Quale è la peculiarità di Venezia rispetto alle altre Science Galleries nel mondo?

Anna Puccio: Ogni Università è focalizzata particolarmente su discipline in cui eccelle. Ca’ Foscari è molto orientata alle facoltà umanistiche: storia, lingue moderne e filosofia sono eccellenze a livello internazionale. Quindi ci caratterizzeremo in questa direzione soprattutto per quanto riguarda gli approfondimenti e i workshop. Tuttavia abbiamo anche una parte orientata alle scienze, alle nanotecnologie, all’intelligenza artificiale e alle facoltà di economia, econometria e management.

 

 A Venezia ha recentemente inaugurato Ocean Space di TBA21-Academy, un progetto multidisciplinare che ha sede nella Chiesa di San Lorenzo dedicato all’elemento marino e alle arti visive. Ci saranno sinergie con questo progetto?

 Anna Puccio: Assolutamente sì, siamo in contatto e collaboriamo attivamente. Open Space è un progetto molto interessante focalizzato sull’affrontare le sfide globali e le problematiche del cambiamento climatico guardando dall’acqua verso la terra.

 

Che cosa ti auguri per il futuro di Science Gallery Venice?

 Anna Puccio: Spero soprattutto che il valore di questo progetto venga compreso dalle aziende del territorio ed alcune lo hanno già recepito. Riteniamo che uno sguardo multi prospettico e internazionale possa giovare anche alla loro crescita. Prevediamo infatti una zona dedicata alle aziende, dove potranno organizzare convegni e riunioni, oppure confrontarsi con noi sui nostri temi.

Immersive Storytelling, mapping. Science Gallery Venezia

 

Alessandra Alliata Nobili

Alessandra Alliata Nobili

Founder e Redazione | Milano
#donnenellarte #Iondra #sudestasiatico #cina #postfeminism #visualculture #videoart #artepartecipata #artepubblica #installazione #mediatechnology #arteambientale #arteambientata

Add comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Please wait...

Iscriviti alla nostra Newsletter

Inserisci la tua email per non perderti le prossime interviste