Luigi Veronesi: le opere, il mercato e il Comitato

Negli ultimi anni la Galleria 10 A.M. ART di Milano (anche in: ArtVerona 2018, Sandro De Alexandris e Miart 2019) mi ha regalato grandi emozioni a proposito delle opere di Luigi Veronesi.
Con gioia accolgo quindi l’occasione della retrospettiva in corso per un focus dedicato al teatro, alla scenografia, al film e alla musica con il consueto lirismo geometrico-costruttivista proprio del fare arte di Luigi Veronesi, nonché sull’attività del Comitato Luigi Veronesi, con cui la galleria collabora ufficialmente.

Per tutto il resto, vi suggerisco di leggere i testi del curatore Paolo Bolpagni e di visitare la mostra, godibile fino al prossimo 22 giugno 2019.

E ora siete pronti a immergervi in Luigi Veronesi 1908-1998: una retrospettiva e a fare un giro dietro le quinte del Comitato dell’artista e della Galleria 10 A.M. ART?

Osservando la ricerca sulla “visualizzazione della musica” tramite un sistema di forme e colori da lui elaborato, penso a come in certa digital art questo venga realizzato tramite l’elaborazione di software/hardware che processano la rispondenza tra visivo e musicale, giungendo a risultati diversissimi fra loro anche per quanto riguarda il procedimento inverso, quando si sintetizzano suoni a partire dalle immagini.
Luigi Veronesi si rivela molto in anticipo sui tempi.

Bianca Maria Menichini e Christian Akrivos: Veronesi inizia il ciclo delle “musiche” a partire dal 1968 e lo porta avanti per tutta la sua carriera artistica.
È sicuramente una ricerca originale e unica nel suo genere, tenendo conto del periodo storico in cui viene pensata.
Veronesi attraverso un’attenta sperimentazione che lega tra di loro matematica, arte e la scienza della cromatologia arriva a dare colore alla musica.
Prende parti o, in alcuni casi, interi spartiti di musica classica e li “sviluppa” in una vera e propria scansione cromatica.
Il suo scopo è “tradurre” in colore la musica classica che amava.

Come si collocano le pellicole sperimentali, qui concesse dalla Fondazione Cineteca Italiana di Milano, nel panorama europeo degli anni ’40?

Bianca Maria Menichini e Christian Akrivos: I film astratti degli inizi degli anni ’40 sono in assoluto la sperimentazione più innovativa di Veronesi.
Ciò che lo rende sperimentatore è il fatto che l’artista pensa ad una vera e propria “pittura in movimento”.
Luigi Veronesi utilizza le pellicole cinematografiche e, sopra ad esse, dipinge con l’anilina delle composizioni astratte.
Lui utilizza, al posto della carta, della tela o della tavola, la pellicola come supporto per fare pittura.
Dopo averci dipinto sopra, la pellicola poteva essere proiettata e il risultato è appunto una vera e propria “pittura in movimento”.

La presenza viva delle Marionette, dominanti le sale superiori della galleria, completa la visione armonica che si respira in tutta la mostra con un’astrazione umanoide tridimensionale che va oltre la semplice percezione delle componenti fisiche di un corpo.
Come va intesa questa rappresentazione all’interno della produzione di Luigi Veronesi?

Bianca Maria Menichini e Christian Akrivos: Veronesi a inizio anni ’30 si interessa al teatro e alle sue scenografie.
Quale sperimentatore, pensa a qualcosa di nuovo e innovativo per gli spettacoli teatrali. È in questo contesto che realizza queste marionette “astratte”.
La figura umana viene stilizzata nel modo più assoluto seguendo i concetti che l’artista attuava anche nella sua pittura: forma, struttura e colore.

Credi che la contemporaneità di Luigi Veronesi stia maggiormente nell’approccio “intermediale” alla sperimentazione o nell’intenzione vitale alla base del suo intero processo di astrazione?

Bianca Maria Menichini e Christian Akrivos: La contemporaneità di Veronesi è sia nell’approccio intermediale alla sperimentazione che nel processo di astrazione.
In tutta la sua carriera artistica, sperimentazione ed astrazione proseguivano in parallelo sugli stessi “binari”.

La mostra offre una retrospettiva dagli anni ’30 fino ai ’90: dalle “classiche” Composizioni, di cui sono esposti esemplari davvero intensi, ai celebri fotogrammi, dagli interventi su pellicola alle pellicole stesse, fino alle succitate Marionette e “visualizzazioni musicali”.
Vogliamo parlare delle quotazioni delle opere e di quale nicchia fra la variegata produzione dell’artista conserva un potenziale particolarmente allettante per il collezionismo più attento?

Bianca Maria Menichini e Christian Akrivos: La mostra, a livello di vendite, ha avuto già un enorme successo. Con la nostra partecipazione a Miart i collezionisti più attenti ci avevano chiesto di poter avere una preview della mostra e, così, molte delle opere esposte sono state vendute prima di inaugurare.
Non c’è una ricerca che ha riscosso più interesse dell’altra. La maggior parte dei collezionisti che si innamora e appassiona dell’artista quasi mai si accontenta di possedere solo un ciclo o un periodo di produzione di Veronesi.
I prezzi delle opere vanno dai 5.000 ai 100.000 euro.

È prevista una pubblicazione a coronare questo percorso di approfondimento sull’intera opera di Luigi Veronesi?

Bianca Maria Menichini e Christian Akrivos: Certamente, stiamo lavorando ad un’importante monografia dedicata all’artista. L’idea è di editarla prima di fine 2019.

Luigi Veronesi. Luce, forma, costruzione. Le sperimentazioni artistiche negli anni ’30 e ’40 sancisce nel 2017 la collaborazione ufficiale tra 10 A.M. ART e il Comitato Luigi Veronesi, ente autorizzato per le autentiche e l’archiviazione dell’opera dell’artista nella persona del Presidente e unico erede ufficiale Silvio Veronesi, con il supporto scientifico del curatore Paolo Bolpagni.
Ad oggi, la Galleria è la sede logistica del Comitato.
Com’è nata l’idea di questo connubio tra Galleria e Comitato?

Bianca Maria Menichini e Christian Akrivos: Nel 2017 abbiamo avuto la fortuna di conoscere personalmente Silvio Veronesi e da subito è nata tra noi una profonda amicizia.
In quel periodo la nostra galleria rappresentava già Mario Ballocco e Franco Grignani, due artisti/sperimentatori milanesi come Veronesi. Abbiamo pensato subito che poter “riunire” questi tre grandi artisti, che in vita si frequentavano e stimavano reciprocamente, poteva essere un’opportunità unica e di crescita per tutti.
Fu allora che Silvio Veronesi ci ha proposto l’dea del Comitato e noi, ovviamente, siamo stati felici di accettare.
La nostra galleria, quindi, oltre alla gestione in esclusiva delle opere di Luigi Veronesi, gestisce anche la Segreteria Organizzativa del Comitato Luigi Veronesi.

Quali sono le funzioni del Comitato e in quale area si concentra maggiormente la sua attività?

Bianca Maria Menichini e Christian Akrivos: Il Comitato Luigi Veronesi ha lo scopo di studiare, tutelare e valorizzare l’opera di Luigi Veronesi.
Il Comitato ha il compito di tutelare l’operato dell’artista registrandone e catalogandone la produzione e intende occuparsi della storia e della ricerca di Luigi Veronesi.
Costituiscono materia per questa attività tutti i documenti bibliografici e tutti i documenti personali che possono contribuire a far conoscere l’artista e il suo lavoro. A tal fine, il Comitato raccoglie informazioni e documenti su Luigi Veronesi e, a sua volta, consente la consultazione dei propri materiali ai ricercatori e agli studiosi che, intraprendendo indagini storico-artistiche, ne facciano richiesta.
Il Comitato incoraggia tutte le iniziative culturali atte a valorizzare l’eredità artistica del Maestro e si rende disponibile alla collaborazione per la realizzazione di mostre monografiche e collettive presso istituzioni museali.

Riuscite ad anticipare qualche dichiarazione o previsione a proposito del mercato e della presenza nazionale ed estera di Luigi Veronesi?

Bianca Maria Menichini e Christian Akrivos: Il mercato di Luigi Veronesi dal 2017 ad oggi è cresciuto in maniera graduale come è giusto che sia.
Le opere dell’artista sono state da noi collocate in importanti collezioni private e pubbliche sia italiane che estere.
In questi due anni di lavoro, abbiamo collocato le opere dell’artista anche in istituzioni pubbliche prestigiose, come il Centre Pompidou di Parigi.

La vostra galleria opera fin da subito direttamente con gli artisti, o con chi li rappresenta ufficialmente, nell’intento esplicito di tutelare e sviluppare un mercato primario e di promuoverne la crescita.
Non vi ho mai chiesto quali siano le idee alla base di questa forte impronta che caratterizza la vostra attività in modo determinante, tanto lodevole quanto impegnativa su tutti i fronti: culturale, progettuale, economico, logistico.

Bianca Maria Menichini e Christian Akrivos: Da sempre abbiamo pensato che una galleria si dovesse “distinguere” per la propria linea.
È importante che un gallerista venga associato sempre ai propri artisti.
Il mercato primario è sicuramente il più difficile, ma è anche l’unico che ti permette di instaurare collaborazioni con le istituzioni pubbliche per la realizzazione di mostre.
Per noi questo è molto gratificante.
Per quanto riguarda il collezionismo, invece, negli anni ci siamo resi conto che il collezionista che acquista nel tempo e con continuità apprezza il lavoro di gallerie che, come la nostra, operano in un mercato primario.

FONTI e APPROFONDIMENTI:
- Comitato Luigi Veronesi (link)
- Galleria 10 A.M. ART: Luigi Veronesi 1908-1998: una retrospettiva (link)
- catalogo online: Luigi Veronesi. Luce, forma, costruzione. Le sperimentazioni artistiche negli anni '30 e '40. (link)
Alice Traforti

Alice Traforti

Founder e Redazione | Vicenza
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