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La visione asemica di Giuseppe Calandriello. Intervista all’artista

L’artista Giuseppe Calandriello ci illustra la sua ricerca artistica dalla visione asemica all’intrigante linguaggio visivo.

In occasione di questa intervista a Giuseppe Calandriello ci siamo recati in un locale la cui identità, fra il vintage e la psichedelia, potesse catalizzare il giusto stato d’animo per la nostra chiacchierata. La conversazione di cui l’estratto saliente poco sotto si è svolta fra strani tagli di luce e una vecchia vetrina Montblanc. 

L’analisi del lavoro di Calandriello parte dalla mutazione del complessivo. Erroneamente si potrebbe pensare che i suoi video siano slegati tra loro e che non ci sia un continuum spazio temporale fra i diversi frammenti. I video della serie Asemic Movie seppur autoconclusivi sono parte di un’esistenza altra che li sovrasta e assimila; questo leitmotiv crea uno sfavillante conflitto fra la velocità che l’immediata visione trasmette e l’andamento di una struttura sovradeterminata che si muove con andatura pachidermica. 

Tale osservazione nasce dalla ricchezza di contenuti presenti nei lavori di Calandriello che si stratificano secondo codici cromatici, sonori e temporali che letteralmente fuoriescono dalla visione suscitando il sentimento di indeterminazione del tutto. Essendo il linguaggio asemico qualcosa che atavicamente vive nella nostra mente è l’ineffabile che trionfa dalle visioni dei diversi video. Il senso innato della decifrazione scompare davanti a sequenze di esoterismi multidimensionali che sedimentano come all’inizio dei tempi nel nostro inconscio, instaurando connessioni a favore di un nuovo tipo di comunicazione sovrasensibile.

Green Desert with Asemic Writing, 2022, NFT

Green Desert with Asemic Writing, 2022, NFT


In base a quali sostanziali elementi è maturata la tua visione artistica dopo il conseguimento della laurea in cinema, musica e teatro?

Se per visione artistica intendi la mia ultima produzione asemica, lo studio della semiologia cinematografica è stato fondamentale per la conoscenza del linguaggio cinematografico e delle sue regole accademiche. Questo imprescindibile percorso, necessario per il successivo stravolgimento dei dettami, ha permesso la conseguente formalizzazione sperimentale di quella che definisco una semiologia cinematografica asemica.

Scrittore, sceneggiatore, regista, artista: qual è l’esigenza primaria che innesca questa poliedria?

Credo in una poetica personale che trascende il modo in cui essa è rappresentata. Che si tratti di un dipinto, di un video o un NFT, quello che mi è sempre interessato è la coerenza della mia visione, anche nella diversità dei media utilizzati. Non mi sono mai posto dei limiti riguardo a ciò che devo esplicare e soprattutto in che modo.

Asemic Writing on a Red Background, 2022, NFT

Nella serie di video “Asemic Movie” il linguaggio si stratifica sotto i colori, fra i colori e all’interno degli stessi: parlaci del nesso fra aberrazioni cromatiche e scrittura asemica e del modo in cui sono correlati.

Ho realizzato molti cortometraggi asemici e in alcuni ho integrato immagini astratte con scritture in movimento. Lo ritengo un passaggio necessario, un ponte tra la rappresentazione testuale (simboli, grafemi) e l’immagine pura; tra l’asemic writing e l’asemic cinema.

Asemic Directions 1, 2022, NFT

Quanto un certo tipo di estetica che definirei “proto informatica” ha influenzato i video della serie “Asemic Movie”.

Sono già alcuni anni che l’estetica raw del prodotto digitale (mi riferisco ad esempio ai video copypasta, ai creepypasta, ai meme, alle GIF, ai video a bassa risoluzione e tutti i contenuti multimediali diffusi sui social) è funzionale alla trasmissione di un messaggio diretto. Viviamo in un’epoca in cui i mezzi di ripresa, anche professionali, sono a disposizione di tutti. Chiunque tecnicamente può girare e montare un film con un cellulare utilizzando software gratuiti. La vasta produzione di video determina inevitabilmente un fisiologico abbassamento della qualità generale. Inquadrature formalmente “scorrette”, riprese senza un’adeguata illuminazione e post produzione minimale sono le caratteristiche di un abuso audiovisivo che modifica il linguaggio e, ovviamente, l’estetica cinematografica.

Mi interessa capire come la società contemporanea muti questo linguaggio, e come questo linguaggio contemporaneamente modifichi la società. Viviamo in un’epoca dove vige l’eccesso di informazione, talvolta distorta e dannosa: la cosa più artisticamente sovversiva è un ritorno all’immagine primigenia. Per quanto riguarda l’estetica “proto informatica” che giustamente hai sottolineato, credo che si tratti di un retaggio infantile. La grafica dei videogame delle vecchie sale giochi e gli spot delle TV locali hanno sempre esercitato su di me forti suggestioni.

Avevo assoldato anche degli attori tragici, ma ho preferito che rappresentassero delle farse, 2023, tecnica mista su tela, cm 40×30

Nella serie di video “Asemic Movie” la stratificazione fra pixel e segni crea veloci gestalt che formano un ponte con un linguaggio ancestrale, simbolico. 
Definiresti il tuo lavoro un ponte fra passato e presente nell’uso del linguaggio?

Sicuramente. La scrittura asemica è così definibile perché non ha significato. Un’antica scrittura cuneiforme o gli stessi geroglifici, prima di essere decifrati, possono essere considerati asemici? “Asemica” è esclusivamente la scrittura che in sé non ha significato o anche quella che lo possiede ma non è universalmente conosciuto? il filosofo George Berkeley sosteneva che le cose esistono solo se percepite. Famoso è l’esempio dell’albero che cade in una foresta deserta dove nessuno può sentirlo, e di conseguenza non fa rumore.

Questi segni misteriosi hanno un fascino particolare finché rimangono segreti, ma una volta decriptati l’enigma si dissolve e la magia scompare. Quello che cerco, con la scrittura asemica e, più in generale, con la sperimentazione di un’arte asemica, è un nuovo linguaggio che possa suscitare inedite sollecitazioni.

Senza titolo (fotogrammi asemici), 2022, PVC su stampa digitale su plexiglas opalino, cm 100×100

Come nasce il soundtrack degli asemic movie? Dai tuoi ascolti di musica elettroacustica e noise o trae ispirazione dai suoni prodotti dai disturbi di radiofrequenze, ad esempio quelli degli walkie talkie o delle vecchie tv via cavo?

Ho curato il sound design di quasi tutti i miei video asemici prediligendo l’aspetto lo-fi. Il riferimento ai disturbi delle frequenze è corretto: ho tratto ispirazione dai rumori di fondo, dalle distorsioni e dai suoni reverse privilegiando la componente casuale. Fra gli elementi che considero determinanti per le tracce audio dei miei video, la misofonia (l’intolleranza nei confronti dei suoni fastidiosi) rappresenta l’iperbole critica di un inquinamento sonoro già presente nel nostro quotidiano.

Senza titolo, 2022, PVC su stampa digitale su carta, cm 41×29

Parlaci del tuo lungometraggio, in fase di realizzazione, “Asemic Cinema”?

Si tratta di un lungometraggio arthouse in cui le convenzionali regole della semiologia cinematografia sono sistematicamente stravolte. Da questo punto di vista è definibile come “afilm”. Ovviamente è un prodotto audiovisivo più vicino alla videoarte che al classico prodotto narrativo, proprio perché è privo di un significato. Si tratta quindi di una sperimentazione che, per sua natura, può avere anche risultati sbagliati, fallaci e incompleti, ma che possono aprire nuovi territori artistici.

Esiste un inconscio asemico?

L’inconscio asemico è una attitudine mentale quasi sempre sovrascritta dalla razionalità umana che attribuisce automaticamente un “significato” e una “forma” a tutto ciò che osserviamo e che apparentemente non li possiede. La propensione della mente è di decifrare e convertire in figure conosciute le forme astratte. Questo comporta una fisiologica “rassicurazione”, ma una inevitabile perdita di attrazione. Una scrittura asemica ha in sé la seduzione dell’ignoto.

Universe (Portrait of Empedocles), 2021, cera e plexiglas, cm 25×10,5×21, Collezione Fondazione Berardelli, Brescia

Da alcune nostre discussioni avvenute nel tempo è emerso un tuo forte interessamento all’esoterismo: dal simbolismo dei tarocchi al tema della carta natale, la cabala. Quanto questi tuoi studi hanno influenzato il tuo lavoro?

Molto, sono tutte suggestioni per uno stile artistico con fortissimo potere attrattivo. Mi ha sempre appassionato il simbolo, il codice e come esso possa essere soggettivamente e parzialmente decifrato, lasciando spazio all’incomprensione, al mistero. 

I Will Save You All, 2017, pennarello indelebile su tela in teca di plexiglas e PVC con materiale radioattivo e contatore Geiger, tela cm 81x81x7,5, Collezione MART, Rovereto

Walter G. Catalano

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