Nicola Felice Torcoli. Deframmentazione

Nicola Felice Torcoli nasce a Lumezzane, Brescia, nel 1980 e si trasferisce a Milano dal 2000 per frequentare l’Accademia di Belle Arti di Brera. Il suo percorso artistico lo vede partecipe in diverse mostre collettive; nel 2009 partecipa con Emilia Castioni e vince il Premio Pezza al Museo della Fotografia di Cinisello Balsamo. Partecipa a diversi premi: Premio Celeste 2009, Roma , Premio Maretti, San Marino, Premio Segantini, Nova Milanese. Realizza diverse mostre personali: Niente di Personale a Milano, Panta Rei Verbo Domini a Brescia e Chiedi di loro a Noci, Hasta la pittura sempre Amy-d Milano, Tutti gli orologi sono nuvole alla Torre Avogadro Lumezzane. Ha esposto a Los Angeles, Shangai , Bangkok, Taipei. Sua una delle colonne d’autore permanente al Palazzo della Regione a Milano.

simultaneità e frammentazione, cm58x76

Seguendo il tuo iter artistico, dagli inizi fino ad oggi, è riscontrabile il passaggio da un arte di stampo figurativo ad uno più prossimo a correnti avanguardistiche note come l’astrattismo, il futurismo, il cubismo… fino ad arrivare ad una ricerca, almeno per impatto visivo, di matrice tecnologica digitale. Illustraci il tuo percorso formativo e come sei approdato a questo tipo di codice espressivo.

Nicola Felice Torcoli: Fin da molto piccolo ho sempre disegnato, dipinto e costruito oggetti con tutto quello che mi trovavo per le mani, di fatto mi piaceva smontare qualsiasi oggetto per vedere come fosse fatto dentro. Tutto quello che vedevo cercavo di riprodurlo, ricostruirlo, poi mi sono avvicinato al mondo del modellismo, della fotografia e del computer, che presto ho abbandonato per dedicarmi alla pittura, perchè in essa ho riconosciuto l’unica cosa che non mi riusciva di fare come volevo e considero infinita.
Quello che mi attrae ha un fascino solo nel momento in cui prende forma sulla superficie pittorica, spazio da una rappresentazione realistica fino alla più schematica come quella tipica dei grafici molecolari. Mi sono creato un indice che poi ho cominciato a rielaborare punto per punto negli anni.

Simultaneicities, 110x110cm, 2016

Il potere espressivo che è insito nella materia pittorica (parlo di atomi e molecole) sommato alla mano (parlo di sfregamento e calore, cioè energia) sono per me gli elementi costitutivi di tutto; cose, pensieri, emozioni.
Un elemento fondamentale che è entrato a far parte della nostra era è il digitale. Per me il computer e la digitalizzazione sono solo una via intrapresa dall’uomo nello studio e nell’utilizzo dell’energia. Anche in questo caso entrando fino in fondo a questa tecnologia mi sono soffermato sul concetto di on-off, 0-1 spazio pieno e vuoto. Così ho ripensato al cluster e mi sono accorto che nella sua definizione è insita la mia tecnica pittorica e di conseguenza anche il concetto di deframmentazione.
Comunque sia il mio percorso pittorico è stato determinato esclusivamente dalla pratica pittorica maniacale e continua. Le soluzioni precedenti si sono sommate a soluzioni successive per necessità, errori, riflessioni, esercizi, utilizzando quello che avevo in studio, riciclando materiali e cercando nuovi stimoli. Solo dopo aver finito alcune opere mi sono chiesto da dove venissero e ho scoperto alcune fasi del mio processo mentale e della mia memoria.

Movimento Defrag, installazione, 200x300cm, 2020

Attraverso questo processo di costruzione e decostruzione attuato all’interno delle tue opere è possibile riscontrare un riferimento tanto visivo quanto tecnico al processo della deframmentazione informatica.
Come ha avuto inizio questo processo e che collegamento c’è tra la tua tecnica e ciò che rappresenti?

Nicola Felice Torcoli: In passato ho sviluppato diversi temi: dalle fabbriche, ai cantieri edili, dalle torri alle città allagate. Come base di partenza per questo genere di lavori ho sempre utilizzato la fotografia.
Prima scattavo fotografie, poi è arrivato internet ed anche la bassa risoluzione, cioè il pixel. La mia pittura ne ha risentito ed ho cominciato ad imitare il processo costitutivo di un’immagine che si riproduce per somiglianze contigue di pixel. Da qui ho sentito la necessità di trovare un sistema per rappresentare con una pittura libera e non rigida il concetto di pixel e per farlo ho cominciato a tagliare e ricomporre, poi i quadri mi hanno fatto ricordare l’operazione di scandisk e defrag e il termine cluster che avevo studiato al tempo del mio primo 286 IBM.
Il lavoro che mi ha permesso di creare un nuovo punto di non ritorno è stato TC defrag presentato per la mostra «Titoli» da Amy-d ArteSpazio nel 2010. Ho continuato a sviluppare il tema della deframmentazione e poi sono nate le città simultanee che rappresentano i dischi fissi della memoria collettiva, i bastoni magici e i lavori più recenti di piccole dimensioni inspirati alle simbologie della storia dell’uomo dall’antichità fino alla nostra era digitale. Questa tecnica mi ha messo di fronte al mio processo mentale e ho cominciato a cercare una spiegazione.

La rivincita della natura, 25x35cm, senza tempo

Illustraci nello specifico la tua tecnica prediletta per lo sviluppo della tua ultima produzione.

Nicola Felice Torcoli: Per me bisogna sempre guardare al passato per fare dei passi avanti. Quando devo realizzare un’opera normalmente cerco di riprodurre l’immagine che ho di essa nella mente chiudendo per un attimo gli occhi. Per questo motivo cerco nella realizzazione l’immediatezza.
Per far ciò ci sono una lunga serie di fasi preparatorie prima dell’ultima vera fase creativa definitiva.
La teoria «tutti gli orologi sono nuvole» di Popper sta a significare che se si guarda un orologio fin nella sua composizione molecolare avrà la stessa fattezza di una nuvola, mentre il movimento delle nuvole è soggetto alle stesse leggi fisiche di un meccanismo a orologeria ed entrambe segnano il passare del tempo. Questo è il movimento che compio nel momento in cui dipingo, guardo la superficie della tela e il colore da una distanza continuamente variabile avvicinandomi e allontanandomi costantemente dall’opera.
La simultaneità è un concetto proprio dell’architettura e della teoria dei colori, io la applico dipingendo spesso su molteplici tele contemporaneamente usando gli stessi colori su diverse superfici, ottenendo rifrazione e interazione. A questo punto mi trovo con molteplici patterns risultanti da umori diversi, dipinti con tecniche diverse, espressione di attimi singoli.
La deframmentazione avviene nel momento in cui ricompongo le tele fatte in strisce. A volte preparo prima le strisce, altre volte è nel momento della ricostruzione che cerco il pattern giusto della giusta dimensione e lo taglio al momento.
Comunque sia, quando poi ricompongo il tutto i tre processi mentali si mischiano naturalmente, diventa inspiegabile cosa determina l’opera finale. Nonostante l’impressione che può dare, nell’opera finita non esiste alcuna progettualità di fondo ma una progettualità istintiva.

11 settembre, 70x80cm, 2011

Progetti attuali e futuri che ti vedono coinvolto?

Nicola Felice Torcoli: Ci sono state un po’ di novità negli ultimi due anni, ho trovato casa, cambiato studio e fatto un figlio, e in tutto questo tempo ho mantenuto una produzione piuttosto costante anche se ho ridimensionato le misure dei lavori. Ora sto rielaborando il materiale prodotto in questi ultimi quattro anni e c’è in progetto qualcosa con il gruppo Supergiovane a Milano, che mi ha invitato nell’ultima collettiva Ouverture alla Stecca 3.0 a Milano. La tecnica è troppo spesso funzionale al soggetto, ma ora sto elaborando il mio stile e accetto più frequentemente quello che mi viene più facile fare piuttosto che cercare di sforzarmi di fare quello che non riesco, ma la pittura è imprevedibile e preferisco ancora non prendermi troppo sul serio. La libertà è un bene prezioso in arte, ma sono anche in cerca di un buon padrone, perchè la mia libertà e la libertà della mia pittura viaggiano su cluster diversi, per fortuna!

citydefrag, tele dipinte tagliate reintelaiate, 2015, cm110x140
Giovanna Le Noci

Giovanna Le Noci

Contributor | Roma

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