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Cao Fei: Dash. Dentro l’era dell’agricoltura intelligente alla Fondazione Prada

Proseguendo la sua ricerca sulla rapida trasformazione della Cina in una società ipertecnologica, Cao Fei si concentra sull’ascesa della “smart agriculture” basata sull’intelligenza artificiale.

Nata a Guangzhou, città-simbolo della crescita industriale del paese, Cao Fei ha sempre lavorato su ciò che accade quando tecnologia e vita quotidiana s’intrecciano: dalle fabbriche ai mondi virtuali di Second Life, fino alla metropoli digitale di RMB CityDash è il risultato di tre anni di ricerca della nota artista sul campo, avviata dopo l’incontro con XAG, azienda cinese leader nei droni agricoli.

Il titolo della mostra condensa l’idea di movimento accelerato: quello della Cina contemporanea, ma anche quello tipico del volo dei droni. Seguendo tecnici e operatori XAG tra Cina e Sud-Est asiatico, Cao Fei intercetta un settore economico in piena espansione che promette totale efficienza e nuove forme di lavoro per generazioni cresciute nel digitale.

Cao Fei: Dash (still), 2026. Double-channel video, color, sound, 47min. Fonzaione Prada Milano

Cao Fei: Dash (still), 2026 – Video a doppio canale, colori, suono, 47min.| Courtesy l’artista, Vitamin Creative Space, e Sprüth Magers. Opera prodotta da Fondazione Prada in occasione della mostra “Dash”

Al piano terra, la mostra si apre con una scenografia attentamente costruita.  Un paesaggio di superfici rialzate e ribassate, punteggiato da ciuffi di riso secco che vuole richiamare uno scavo archeologico dove s’intrecciano il passato e il presente tecnologizzato.

I droni XAG, la cui presenza ritorna costantemente lungo il percorso espositivo tra immagini, dispositivi e simulazioni, pendono dal soffitto, mentre molteplici schermi mostrano interfacce operative e video di macchine che seminano campi sterminati o riforestano aree remote e impervie in pochi minuti. C’è anche una reale postazione di controllo per macchine agricole a guida autonoma, mentre il riso, anch’esso ricorrente, funge da filo materiale e simbolico che collega l’esposizione alla storia cinese.

Exhibition view of “Dash” by Cao Fei

Immagini della mostra “Dash” di Cao Fei | Foto: Marta Marinotti e Federico Floriani, Courtesy Fondazione Prada

In una finta piantagione di banani, la realtà virtuale Dash-180c mi trasposta nel futuro. Indossato il visore, salgo su un drone e sorvolo palmeti deserti, templi in rovina, turrite architetture abbandonate. Una scimmietta animata mi accompagna nel viaggio. Il lavoro umano sembra essersi estinto, lasciando dietro di sé un mondo vuoto.

 Cao Fei: Dash 180 -c , 2026- Installation, variable dimensions, A 20’15” virtual reality game, a 2’ trailer, Artificial banana trees, Neon lights, a glass printing, 2 sets of curved wraparound screens, 2VR devices,VR content development collaborator: VIVE Arts- Music: Ma Haiping-Structure of the installation developed by Small Production

Immagini della mostra “Dash” di Cao Fei | Foto: Marta Marinotti e Federico Floriani, Courtesy Fondazione Prada.

Cao Fei: Dash 180 -c , 2026- Installation, variable dimensions, A 20’15” virtual reality game, a 2’ trailer, Artificial banana trees, Neon lights, a glass printing, 2 sets of curved wraparound screens, 2VR devices,VR content development collaborator: VIVE Arts- Music: Ma Haiping-Structure of the installation developed by Small Production | Courtesy of the Artis, Vitamin Creative Space and Sprüth Magers- Work produced by Fondazione Prada on the occasion of the exhibition “Dash”

In mezzo a tanta tecnologia, l’installazione The Birth (2026) riproduce un tempietto costruito con sacchi di fertilizzante cuciti insieme; al suo esterno è allestito un piccolo altare dove un drone è addobbato e circondato da offerte come una divinità. È un’immagine che deriva da pratiche osservate da Cao in Cambogia, Thailandia e Vietnam, dove queste macchine entrano nei sistemi di credenze locali, considerate alla stregua degli idoli propiziatori del buon raccolto. All’interno un video a tre canali mostra la catena di produzione delle macchine in uno stabilimento XAG; 

Lo slittamento tra tecnologia e ritualità, realtà e fantasia, attraversa Dash, il film prodotto per la mostra, ambientato in una struttura simile a un deposito di grano. I droni attraversano i campi con movimenti coreografici; i campi si stendono in vedute ampie, dai colori saturi. Poi compaiono figure mascherate, che compiono gesti rituali. Il documentario si apre a una dimensione magico-mitologica.

Cao Fei  The Birth , 2026- Multimedia installation, variable dimensions. A three-channel video loop, harvest props, an altar of worship, fertilizer bags, a banner, cushions, a XAG agricultural drone.

Immagini della mostra “Dash” di Cao Fei | Foto: Marta Marinotti e Federico Floriani . Courtesy Fondazione Prada.

The Birth , 2026- Multimedia installation, variable dimensions. A three-channel video loop, harvest props, an altar of worship, fertilizer bags, a banner, cushions, a XAG agricultural drone. Structure of the installation developed by Small Production, Banner and cushions designed by Xiang Gao |Courtesy of the Artis, Vitamin Creative Space and Sprüth Magers. Work produced by Fondazione Prada on the occasion of the exhibition “Dash”. Exhibition view of “Dash” by Cao Fei | Photo: Marta Marinotti and Federico Floriani, Courtesy Fondazione Prada .

Al piano superiore la mostra cambia ritmo, con una quantità di documenti, pubblicazioni, manifesti e materiali d’archivio, che restituiscono l’ampiezza del progetto. Manifesti e pubblicazioni dal 1949 agli anni Ottanta, dimostrano quanto l’agricoltura sia stata centrale nella costruzione ideologica della Repubblica Popolare Cinese. I documentari Super Farms e Southward Journey allargano lo sguardo al Sud-Est asiatico, dove l’agricoltura intelligente a traino cinese sta già trasformando economie e stili di vita.

Exhibition view of “Dash” by Cao Fei

Immagini della mostra “Dash” di Cao Fei | Foto: Marta Marinotti e Federico Floriani . Courtesy Fondazione Prada.

Cao Fei. Land Evolution , 2026- Installazione multimediale, dimensioni variabili. Documenti storici (manifesti, carte, fotografie, libri, film) realizzati con diverse tecniche e da epoche diverse, relativi alla Repubblica Popolare Cinese del 1949; modelli di prodotti XAG. Materiale documentario da collezione privata. Struttura dell’installazione realizzata da Small Production | Courtesy dell’artista. Opera prodotta da Fondazione Prada in occasione della mostra “Dash”

Nella sezione Land Debate, una serie di video interviste a studiosi ed esperti, solleva questioni che sono meno visibili nel resto della mostra: chi beneficia davvero di queste tecnologie? Wu Chongquing, direttore del South China Rural Studies Center, sottolinea il rischio che siano le grandi aziende a trarne vantaggio in un sistema che rende molto redditizio nutrire le megalopoli. Nel frattempo, la diffusione di queste tecnologie corre più veloce delle normative, lasciando aperti interrogativi su proprietà, accesso e uso dei dati raccolti.

Cao Fei: Southward Journey (still), 2026-Video monocanale, colori, suono, 30 min.| Courtesy l’artista, Vitamin Creative Space, e Sprüth Magers. Opera prodotta da Fondazione Prada in occasione della mostra “Dash”

Il nodo si intreccia con quello demografico. In un paese segnato da una delle più grandi migrazioni urbane al mondo, e da una popolazione sempre più anziana, l’agricoltura intelligente e il coinvolgimento delle giovani generazioni cresciute nel digitale viene spesso presentata come strumento per ripopolare la Cina rurale.

Tuttavia, l’assenza di politiche adeguate che sostengano le piccole realtà rurali rischia di peggiorare le stesse condizioni che ne hanno determinato l’abbandono. Aumentano sì la produttività ma verosimilmente diminuiscono il fabbisogno di lavoro umano, in un paese che, oltretutto, sta affrontando negli ultimi anni un problema serio di disoccupazione

Accanto a queste domande che restano aperte, riaffiora una dimensione spirituale. La sociologa Ju Xi richiama una visione del mondo tipicamente cinese fondata su una presenza celeste diffusa, capace di abitare ogni cosa, anche la tecnologia.

Da questa prospettiva, suggerisce, le macchine non sono semplicemente strumenti in mano agli umani, ma entità dotate di una propria forma di presenza e agency, quasi attraversate da una dimensione spirituale e quindi possibili co-agenti nella creazione del futuro.

Cao Fei: Dash (still), 2026. Double-channel video, color, sound, 47min.

Cao Fei: Dash (still), 2026. Video a doppio canale, colori, suono, 47min.| Courtesy l’artista, Vitamin Creative Space, e Sprüth Magers. Opera prodotta da Fondazione Prada in occasione della mostra “Dash”

Dash non è una mostra polemica: Cao non prende posizione e non offre risposte, ma lascia aperta la tensione tra tradizione e innovazione, dipingendo un mondo già trasformato, sospeso tra un futuro tecnologico e le tracce del passato; evita conclusioni, facendo convivere sistemi tecnologici, esperienza vissuta e forme di credenza antiche e nuove. 

Ma appare chiaro che le macchine non si limitano a ottimizzare o sostituire il lavoro umano, ridefiniscono il nostro modo di essere e di abitare il mondo, aprendo interrogativi sulla costruzione delle identità in un futuro sempre più dipendente dalla tecnologia e carico di incognite. Con una sola certezza: l’ossessione umana, sempre più pervasiva, di mappare, rendere misurabile e profittevole ogni centimetro del pianeta.

Cao Fei: Land Cerimony , 2026- Site-specific installation. Rice, folk decorative materials, XAG drone components

Immagini della mostra “Dash” di Cao Fei | Foto: Marta Marinotti e Federico Floriani . Courtesy Fondazione Prada.

Cao Fei: Land Cerimony , 2026- Site-specific installation. Rice, folk decorative materials, XAG drone components | Courtesy of the Artist. Work produced by Fondazione Prada on the occasion of the exhibition “Dash”

Alessandra Alliata Nobili

Founder e Redazione | Milano
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