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Fabio Refosco: la fragilità di un attimo

L’artista Fabio Refosco racconta la sua poetica della bolla di sapone come “lode all’istante”.

Lode all’istante è il titolo dell’ultima personale dell’artista vicentino Fabio Refosco, presso la galleria GART Arte Contemporanea di Neive (Cuneo).

Con un dichiarato omaggio all’omonimo singolo del cantautore Cristiano Godano, la mostra celebra l’immenso potenziale generativo custodito in ogni minuscolo frammento di tempo, che si esprime nel fluire continuo di trasformazioni e processi unici e non del tutto prevedibili, tanto nella vita quanto nell’arte, un incessante divenire attivato dalla stessa fugacità innata in ogni singolo istante.

Nella visione dell’artista, questa condizione di fragilità è incarnata dalla bolla di sapone, lieve ed eterea, che egli innanzitutto miscela secondo un proprio personale ricettario, decanta, manipola, soffia e libera con fare pittorico e liturgico, lasciando scorrere tutte le tensioni interne ed esterne alle componenti, fino alla naturale immobilità data da un improvviso scoppio cristallino, che ferma definitivamente ogni movimento.

Sulla superficie restano così impresse le tracce immaginifiche di questo dirompente big bang degli elementi, in un mix poetico di causa, effetto e casualità, quasi a comporre un album illustrato dell’attimo fuggente.

>> Fonti e approfondimenti in fondo all’intervista.

Fabio Refosco: ritratto dell'artista

ritratto dell’artista Fabio Refosco (Trissino, Vicenza)

La tua pratica artistica è legata all’istante, all’istinto, al gesto e al caso. Come dialogano queste componenti?

Fabio Refosco: Sono i vertici di un perimetro in cui mi muovo: l’istinto accende il gesto, l’istante è il tempo unico in cui questo accade, e il caso è il mio collaboratore silenzioso.

Il risultato finale è sempre il limite tra il voluto e il non voluto.

Possiamo dire che la tua poetica fonda sul concetto di trasformazione. Quali trasformazioni accadono nelle tue opere?

Fabio Refosco: È la parte che più mi affascina del mio lavoro.

Nelle opere avviene il passaggio dallo stato liquido (bolla e pigmenti) a quello solido della traccia.

Il tutto azionato dal respiro che dà vita all’istante, destinato a fermarsi per sempre. Come un ciclo vitale.

È il passaggio della bolla da una forma tridimensionale a una bidimensionale.

Fabio Refosco: Untitled (red), 2024 - aria, pigmento e saponi su carta Bindakote, Montaggio su dibond, forex e plexiglass, 100x70cm

Fabio Refosco: Untitled (red), 2024 – aria, pigmento e saponi su carta Bindakote, Montaggio su dibond, forex e plexiglass, 100x70cm

Giocando con gli elementi vitali di aria e acqua nascono i tuoi nuovi micro e macro mondi. Ce li racconti?

Fabio Refosco: Mi sento come un ricercatore che osserva attraverso il microscopio.

La bolla è un microcosmo perfetto, una sfera che racchiude l’universo e, quando si posa, svanisce e lascia sulla superficie tracce che possono ricordare cellule, organismi o galassie lontane.

Ho scelto di usare il plexiglass a protezione, come fosse una lente di ingrandimento per valorizzare l’opera nel dettaglio.

Fabio Refosco: 7000 unità, 2023 – pigmenti e saponi su carta, 100x70cm

Che valore ha il colore nella tua ricerca?

Fabio Refosco: Il colore è una componente fondamentale, serve a rendere visibile l’invisibile.

Nei primi lavori utilizzavo esclusivamente monocromi, in seguito con il perfezionamento della tecnica ho aggiunto più colori cercando nuovi abbinamenti.

Anche il colore è frutto di ricerca e viene sviluppato in laboratorio per ottenere particolari effetti cromatici.

Fabio Refosco: Arco, 2024 - aria, pigmento e saponi su carta Bindakote, montaggio su dibond, forex e plexiglass, 100x5x4cm

Fabio Refosco: Arco, 2024 – aria, pigmento e saponi su carta Bindakote, montaggio su dibond, forex e plexiglass, 100x5x4cm

Fabio Refosco: Arco, 2024 - aria, pigmento e saponi su carta Bindakote, montaggio su dibond, forex e plexiglass, 100x5x4cm (dettaglio)

Fabio Refosco: Arco, 2024 – aria, pigmento e saponi su carta Bindakote, montaggio su dibond, forex e plexiglass, 100x5x4cm (dettaglio)

Quali connotazioni assume invece la dimensione temporale? E come si lega a quella spaziale?

Fabio Refosco: Il tempo è l’evento, la tensione e lo scoppio della bolla.
Lo spazio è la superficie che accoglie quell’evento.

Le mie opere sono mappe temporali, lo spazio si riempie di istanti fissati.

Il composto chimico ha bisogno di sedimentare a volte giorni a volte settimane, formando così dei microrganismi che poi si manifestano nella superficie.

Fabio Refosco: dettaglio

Fabio Refosco: ingrandimento di un dettaglio

Lavori prevalentemente con pigmenti, saponi, inchiostri che combini e applichi su carta, con diverse tecniche e strumenti. Come sei arrivato alla definizione di questi precisi materiali e processi?

Fabio Refosco: In ogni mio lavoro cerco una tensione superficiale perfetta, che ho raggiunto testando le diverse caratteristiche di ciascun elemento.

Nella selezione dei vari supporti ho trovato per esempio nella carta di Favini un materiale ideale, che assorbe il sapone e i pigmenti senza sfumature.

Per quanto riguarda i pigmenti, utilizzo prodotti molto coprenti, sviluppati in laboratorio per le mie specifiche esigenze.

Altra componente fondamentale, a cui devo adattarmi, è il tempo atmosferico: è necessaria infatti la giusta concentrazione di umidità.
L’inverno nebbioso, tipico del nord est, è la stagione perfetta per le mie creazioni.

Fabio Refosco: Untitled (circle), 2021 - tecnica mista su forex, 60x60cm

Fabio Refosco: Untitled (circle), 2021 – tecnica mista su forex, 60x60cm

Recentemente hai scoppiato le tue bolle su tessuti di pelle. Ci racconti le potenzialità di questa sperimentazione, anche in relazione a nuovi orizzonti di ricerca?

Fabio Refosco: La pelle ha una memoria propria, una trama che reagisce diversamente dalla carta. Mi piace molto l’incontro tra la fragilità della bolla e la resistenza della materia animale.
Ho firmato di recente anche una collezione limitata di cinture in cuoio.

In generale, mi entusiasma la ricerca di nuovi materiali su cui far dialogare sapone e pigmento.

Fabio Refosco: Leather, 2025 - tecnica mista su pelle, 240x235cm

Fabio Refosco: Leather, 2025 – tecnica mista su pelle, 240x235cm

Fabio Refosco: Leather, 2025 - tecnica mista su pelle, 240x235cm (dettaglio)

Fabio Refosco: Leather, 2025 – tecnica mista su pelle, 240x235cm (dettaglio)

Come si lega il tuo lavoro al mondo di oggi?

Fabio Refosco: Oggi tutto è frenetico, digitale, ipercontrollato.

Il mio lavoro è un invito alla lentezza e all’accettazione dell’imprevisto.

La fragilità di una bolla può scoppiare da un istante all’altro o rimanere sospesa, è un ritorno alla presenza fisica, al respiro come atto creativo.

Infine, qual è la tua “lode all’istante”?

Fabio Refosco: Innanzitutto grazie a Cristiano Godano e alla sua bellissima canzone.

La mia lode all’istante è il segno che resta, di un esserci stato, che non urla, ma sussurra la bellezza del qui e ora.

FONTI e APPROFONDIMENTI:

>> sito web ufficiale dell’artista Fabio Refosco (link)

Fabio Refosco
Lode all’istante
GART Arte Contemporanea, Neive (Cuneo)
fino al 27/03/2026
info: contemporarygart.com/mostra/fabio-refosco-lode-allistante/

Fabio Refosco Untitled (light blu), 2023

Fabio Refosco: Untitled (light blu), 2023 – pigmento e saponi su carta Bindakote, montaggio su dibond, forex e plexiglass, 70x100cm

Alice Traforti

Founder e Redazione | Vicenza
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