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Visitando Arte Fiera 2026

Arte Fiera 2026: Alice Traforti racconta il suo giro in fiera a Bologna, alla scoperta di nuove proposte artistiche.

Anche quest’anno sono stata ad Arte Fiera 2026, impaziente di vedere il lavoro del neo-direttore Davide Ferri e di scovare qualche ricerca stimolante.

In verità, chi frequenta Arte Fiera non lo fa certo per incontrare le ultime novità in termini di proposte artistiche o di nuovi spazi espositivi, ma arriva in città attirato piuttosto dal fiore all’occhiello delle storiche gallerie italiane, e dai tanti eventi diffusi e condensati in pochi giorni.
Parallelamente, il pubblico resta di qualità, multi-generazionale e internazionale, e i bollini rossi stanno solitamente al padiglione 26 (quello del Novecento, per intenderci).

Forse qualcosa sta cambiando?

I dati di chiusura di questa 49a edizione, con le sue 174 gallerie in esposizione, parlano di un ottimo riscontro di collezionisti e vip; consistenti vendite, registrate in tutte le sezioni fin dal primo giorno; oltre 50.000 presenze; sette premi assegnati tra artisti e galleristi; e il nuovissimo Fondo Arte Fiera con l’acquisizione di quattordici opere.

La mia curiosità per Cosa sarà, titolo di Arte Fiera 2026 preso in prestito dall’omonima canzone di Lucio Dalla, era tutta concentrata sulle annunciate sezioni trasversali, curate e su invito, soprattutto su Prospettiva e la nuova Ventesimo +, accanto ai “classici” format Fotografia e dintorni, Multipli e Pittura XXI, rinnovati nelle diverse connotazioni e nella direzione curatoriale.

Ma andiamo con ordine.

Se Arte Fiera 2026 iniziava già fuori dalla fiera, proprio da qui è partita ovviamente la mia esperienza, anche se a mia totale insaputa.
Negli ultimi anni, ho coltivato infatti la sana abitudine di non leggere quasi nulla prima di ogni visita (comunicati, newsletter e social vari sia dell’ente fiera che delle tante gallerie partecipanti), per poter godere di un dialogo incondizionato con ciò che incontrerò nel mio percorso libero, finché reggo.

Quindi, arrivata al piazzale della fiera già abbastanza fusa da due ore di auto, non mi sono affatto resa conto che il camion all’ingresso fosse un’installazione.
Ho semplicemente pensato «Lavori in corso anche qui.», evitando con un’ampia manovra coloro che distribuivano i poster, cosa che probabilmente avrei fatto in ogni caso.

Ancora non ho capito se devo esserne dispiaciuta.

All’interno, ho apprezzato subito l’area editoria, strategicamente posizionata all’inizio e/o alla fine del giro, con un percorso pulito e invitante, da affrontare con serenità oppure aggirare con calma, lanciando in ogni caso un’occhiata di perlustrazione.

Al bivio tra i due padiglioni, ho girato a destra per iniziare il mio giro a mente fresca dal 25, a caccia di novità.
Col cuore aperto e leggero ho attraversato gli stand della Main Section, apprezzando capolavori più o meno noti di nomi conosciuti e rassicuranti, fino a incontrare le prime opere di autori fuori dal mio radar.

È stato letteralmente un buttarsi nella mischia, a testa alta e con pazienza, scandagliando con attenzione ogni metro quadrato e cubo, schivando le visite guidate quando possibile, incrociando lo sguardo di coloro che tenevano il mio stesso passo, tentando di scambiare due parole o chiedere due informazioni ad artisti e galleristi presenti – cosa a cui ho rinunciato definitivamente verso la metà del padiglione.

Da tanto tempo non partecipavo a una fiera di sabato, abituata come sono al venerdì, e ho avuto la riconferma che la quantità di gente che può ospitare durante il weekend è un po’ troppa per goderne davvero.
La mia visita è stata calda su tutti i fronti, ma altalenante tra l’entusiasmo della visione diretta e l’impossibilità di vedere davvero o approfondire, derivante dalla consapevolezza che la precedenza andava giustamente ai collezionisti.

Intorno a me, i galleristi erano comunque contenti e il pubblico rilassato e attento.
E, soprattutto, iniziavano a spuntare bollini rossi qua e là.

Da questo punto in poi, Arte Fiera 2026 per me è diventata la conferma che gli stand monografici (o quasi) rappresentano sì un investimento rischioso per la galleria, ma sono anche gli unici che permettono al visitatore di entrare in profondità nella visione dell’artista, fino alla decisione di acquisto.

Passata al 26, vedevo ormai doppio, ma sapevo di essere in una zona franca, meno faticosa e in un certo senso più appagante, in cui comunque non sono mancate le sorprese.
Qui mi sono persa un momento a riflettere su quale sia il miglior nutrimento che l’arte porta con sè, tra il noto e l’ignoto, tra lo storicizzato e la novità.
E poi, complice la folla sempre consistente, ho perso anche qualche stand tra i miei preferiti.

Tra tutte le sezioni del padiglione 26, Istituzioni è stata quella che ho apprezzato di più, forse per la necessità pratica a cui risponde: quella di portare in fiera le eccellenze culturali del territorio, come ulteriore invito al viaggio di esplorazione.

Finito il giro, uscendo in auto dalla zona fiera, abbiamo visto un edificio in demolizione a contrasto con un cielo azzurro pallido con qualche venatura dorata, a metà tra una torre di Kiefer e una foto di Ozzola.
«Questo poteva stare benissimo in fiera!», ci siamo detti.

#artfairs: qui trovate tutte le nostre selezioni fatte alle fiere
#artefiera: qui trovate gli artisti selezionati ad Arte Fiera Bologna (dal 2019)
artefiera.it: sito ufficiale di Arte Fiera

WORKS Arte Fiera 2026

E ora, fuori i nomi delle proposte che ho apprezzato di più, in ottica di scoperta di orizzonti a me nuovi o affini, in ordine sparso, casualmente tutte al femminile.

Arte Fiera 2026: Taisia Korotkova: Spaceship, 2024 - olio su tela, 180x140cm | stand C+N Gallery Canepaneri

Taisia Korotkova: Spaceship, 2024 – olio su tela, 180x140cm | stand C+N Gallery Canepaneri, Arte Fiera 2026

I lavori di Taisia Korotkova (1980, Russia) da C+N Gallery Canepaneri mi hanno letteralmente rapita: fantascientifici, fosforescenti, spaziali.

Arte Fiera 2026: Vickie Vainionpää: Venus with the organ player, 2024 - olio su tela, 147x122cm | stand Nicola Pedana

Vickie Vainionpää: Venus with the organ player, 2024 – olio su tela, 147x122cm | stand Nicola Pedana, Arte Fiera 2026

Avevo già intercettato le opere di Vickie Vainionpää (1992, Canada) in altre fiere, sempre da Nicola Pedana, ma non ero mai andata oltre la superficie, fino al processo tra codice, eye tracking e pittura…

Arte Fiera 2026: Leyla Cárdenas: Unfolding II, 2026 - fotografia sublimata con tintura su seta di poliestere non tessuta, bronzo, 99,6x119cm | stand Galleria Gaburro

Leyla Cárdenas: Unfolding II (abandoned Natural History Museum), 2026 – 2 layers of dye-sublimated photographs on polyester silk the partially unweaved, brass / 2 strati di fotografie a sublimazione di colore su seta di poliestere parzialmente srotolate, ottone, 99,6x119x1cm | stand Galleria Gaburro, Arte Fiera 2026

Leyla Cárdenas (1975, Colombia) alla Galleria Gaburro esponeva delle stampe fotografiche su fili montanti a telaio, in un morbido equilibrio tra fotografia e textile.

Arte Fiera 2026: Beatrice Pediconi: If you look the right way, you can see that the whole world is a garden, 2025 - after Frances Hodgson Burnett, Polaroid emulsion and acrylic on canvas, 76x105cm (dyptich) | stand z2o Sara Zanin

Beatrice Pediconi: If you look the right way, you can see that the whole world is a garden, 2025 – after Frances Hodgson Burnett, Polaroid emulsion and acrylic on canvas, 76x105cm (dyptich) | stand z2o Sara Zanin, Arte Fiera 2026 |Courtesy of: the artist & z2o Sara Zanin, Rome. Ph Dario Lasagni

Ho amato molto anche la delicatezza e la tecnica di Beatrice Pediconi (1972, Roma-New York) da z2o Sara Zanin, e le atmosfere metafisiche e fiabesche di Aniela Preston (1998, UK), che ho visto per la prima volta dal vivo allo stand di L.U.P.O. Lorenzelli.

Arte Fiera 2026: Aniela Preston: Steps toward reality, 2025 - acrylic on canvas, 150x120cm | stand L.U.P.O. Lorenzelli

Aniela Preston: Steps toward reality, 2025 – acrylic on canvas, 150x120cm | stand L.U.P.O. Lorenzelli, Arte Fiera 2026

Alice Traforti

Founder e Redazione | Vicenza
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