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Quantum Art a Forlì: misurare e immaginare l’universo

Nadia Stefanel, direttrice della Fondazione Dino Zoli e curatrice della mostra Quantum Art. Oltre il visibile, ci racconta il progetto e il percorso espositivo.

Quantum Art. Oltre il visibile, a cura di Nadia Stefanel, è la mostra in corso fino al 21 marzo 2026 presso la Fondazione Dino Zoli di Forlì in occasione dell’Anno Internazionale delle Scienze e Tecnologie Quantistiche UNESCO 2025, che celebra il centenario della nascita della meccanica quantistica.

Concepita come “un viaggio nei misteri dell’universo, dove la matematica astratta diventa emozione, e dove il linguaggio della scienza trova il suo corrispettivo nella potenza immaginativa dell’arte”, questa mostra risulta essere un ampliamento del nucleo di lavori originariamente proposto per la precedente Quantum Perspective: The Art of Interference, esposta dal 1 al 7 ottobre 2025 presso The Arts House di Singapore, sempre curata da Nadia Stefanel e Fondazione Dino Zoli, parte del calendario ufficiale Unesco e nel programma Grand Prix Season Singapore.

Le opere tridimensionali e immersive di Camilo Bojaca, Andrea Cereda, Amanda Chiarucci, Ina Conradi & Mark Chavez, Giacomo Costa, Giuliana Cunéaz, Vincenzo Marsiglia, Elena Nemkova, Leonardo Petrucci e Semiconductor, trasformano gli spazi della Fondazione Dino Zoli in un laboratorio estetico, scientifico e filosofico, dove a prendere vita non sono le raffigurazioni didascaliche delle leggi della fisica quantistica, ma piuttosto una serie di visioni immaginifiche degli effetti che queste hanno su di noi, dai meccanismi invisibili che ci circondano e coinvolgono fino alle nostre riflessioni interiori che risuonano e si propagano insieme al fluire esterno.

Un progetto di respiro internazionale, quindi, che mira a fare da collante tra discipline attraverso il linguaggio universale della meraviglia inscritto nell’arte contemporanea, per portare il pubblico a un maggior grado di consapevolezza e condivisione.

Nadia Stefanel, direttrice della Fondazione Dino Zoli e curatrice della mostra, ci racconta il progetto e il percorso espositivo.

Nadia Stefanel, curatrice della mostra Quantum Art. Oltre il visibile, Fondazione Dino Zoli, Forlì, 2025 | Ph. Clarissa Pambianco

Che cos’è l’“arte quantistica” a cui si riferisce il titolo della mostra Quantum Art. Oltre il visibile?

Nadia Stefanel: L’arte, nelle sue varie forme, come la fisica quantistica ha la capacità di sondare le profondità dell’universo a livelli infinitesimali grazie anche all’immaginazione e alla riflessione. Attraverso l’arte, si possono esprimere non solo emozioni e pensieri, ma anche concetti complessi e astratti, che risuonano con le scoperte scientifiche, in modalità più comprensibili, visive ed esperienziali da parte di tutti. La stranezza quantistica diventa non solo un fatto scientifico, ma anche una fonte di meraviglia artistica, un ponte tra ciò che possiamo misurare e ciò che possiamo immaginare.

Il progetto non vuole semplicemente esporre opere d’arte, ma mira a dissolvere i confini tra discipline tradizionalmente separate e incoraggiare una consonanza tra approccio scientifico ed espressione artistica. Questo approccio non solo rende accessibili complicati temi scientifici, ma promuove anche un dialogo più profondo tra scienza ed esperienza umana, creando una piattaforma per la riflessione e l’ispirazione, invitandoci a riconsiderare il nostro ruolo nell’universo.

Giuliana Cunéaz, Quantum Quirks, 2024-2025

Giuliana Cunéaz: Quantum Quirks, 2024-2025 – Video, Animazione 2D, 00:03:00

Quali sono, in particolare, le «leggi nascoste che governano l’universo» da riscoprire attraverso l’arte?

Nadia Stefanel: Sono numerose… il video di Giuliana Cuneaz potrebbe essere inteso come un prologo, una introduzione in cui sono raccontate alcune delle basi fondamentali della fisica quantistica, in modo semplice ed intuitivo proprio per raggiungere un largo pubblico.

Nella mostra, realizzata prima a Singapore poi a Forlì, i concetti complessi che si celano nelle varie opere d’arte sono davvero numerosi. Ad esempio le geometrie pulsanti di Vincenzo Marsiglia richiamano il ritmo delle funzioni d’onda, i cui effetti stroboscopici suggeriscono particelle che scivolano tra stati diversi; la sovrapposizione quantistica è un principio fondamentale della meccanica quantistica per cui un qubit (unità di base nel calcolo, paragonabile al bit classico) può essere sia 0 che 1 allo stesso tempo, e il gatto di Schrödinger del video di Leonardo Petrucci può essere nello stesso istante vivo o morto, perché la teoria quantistica dice che può essere entrambi — finché non lo si osserva e si mette in discussione la nostra idea di realtà e osservazione.

Oppure l’interferenza, quel fenomeno fisico che si verifica quando due o più onde si sovrappongono nello spazio, creando un’onda risultante la cui ampiezza può essere maggiore o minore rispetto all’originale come nel video di Ina Conradi & Mark Chavez e dei Semiconductor.

E poi l’entanglement, termine coniato nel 1935, che descrive una connessione tra particelle trattandole come se fossero un’unica entità, per cui una qualsiasi azione o misurazione sulla prima particella ha un effetto istantaneo sulla seconda (e viceversa), anche se si trovano a distanze enormi l’una dall’altra, attraversa tutta la mostra, soprattutto nell’unione dei materiali diversi per geolocalizzazione usati da Elena Nemkova in My imperfect land -1.

Vincenzo Marsiglia: Stroboscopic star, 2025 - Video, 00:04:55, Sound Ocrasunset

Vincenzo Marsiglia: Stroboscopic star, 2025 – Video, 00:04:55, Sound Ocrasunset

Si tratta quindi di una mostra dal carattere maggiormente scientifico oppure filosofico?

Nadia Stefanel: Direi maggiormente filosofico, perché come diceva Einstein: L’immaginazione è più importante della conoscenza; la conoscenza è limitata, l’immaginazione circonda il mondo.

Per comprendere la fisica quantistica, serve aprire la mente, serve un approccio di pensiero critico e riflessivo per poter esaminare, comprendere e affrontare questioni e argomenti complessi. La mostra non è un percorso documentaristico sulle tappe della quantistica, ma un modo per conoscerla attraverso le opere fisiche o video degli artisti.

Leonardo Petrucci: Inside the box, 2025 - Video, 00:03:00

Leonardo Petrucci: Inside the box, 2025 – Video, 00:03:00

Come sono stati selezionati gli artisti per questo progetto visionario?

Nadia Stefanel: Ho cercato e selezionato artisti che avessero già prodotto opere vicine alla fisica quantistica o che facessero della scienza un tema della loro ricerca, ma mi sono interessati anche coloro che si ponevano in ascolto di un nuovo percorso e avessero intenzione di connettere la loro poetica per creare progetti ad hoc. A Singapore su 8 artisti selezionati, 6 hanno prodotto progetti interamente nuovi.

Ci racconti il percorso espositivo e le opere in mostra?

Nadia Stefanel: La prima sala si sviluppa attorno al concetto di trasmissione video con Semiconductor, Giacomo Costa, Leonardo Petrucci, Vincenzo Marsiglia e Giuliana Cuneaz, e un’opera immersiva di Andrea Cereda (CLOUD_States of mind); la seconda sala invece espone opere fisiche di Camilo Bojaca, Amanda Chiarucci ed Elena Nemkova che concretizzano concetti complessi nella materia, infine una sala video con il progetto dei due artisti basati a Singapore Ina Conradi e Mark Chavez (Quantum Logos – Vision Serpent), che utilizza immagini come poesia per rappresentare il mondo quantistico, impiegando icone culturali per esplorare, comunicare e rivelare la bellezza controintuitiva e contraddittoria della fisica quantistica.

Giacomo Costa: Circuit n. 1, 2025 - Video loop, 3.192 frames, 00:02:13

Giacomo Costa: Circuit n. 1, 2025 – Video loop, 3.192 frames, 00:02:13

Quanto pesa la componente tecnologica in un progetto di questo tipo?

Nadia Stefanel: Sicuramente avere la possibilità di utilizzare device avanzati, schermi imponenti o videowall permette una restituzione più coinvolgente ed immersiva (ad es. Ina Conradi e Mark Chavez espongono su wall di 15-20 mt; Giuliana Cuneaz ha realizzato con il progetto in mostra a Forlì un mapping su di un grattacielo a Manchester); Vincenzo Marsiglia si è avvalso di un sound system specifico per trasformare le forme in colori.

Credo che riuscire a trasferire concetti scientifici anche senza l’utilizzo di AI o nuove tecnologie sia ugualmente impattante: l’opera scultorea in tondino di ferro di Andrea Cereda colpisce lo spettatore ed interferisce con lo spazio attraverso la luce del neon; il lavoro manuale lungo e laborioso di Amanda Chiarucci con la carta ripiegata (in Eyegate, 2025) porta il fruitore ad un livello di connessione elevato, facendo capire come gli elementi singoli dell’opera siano strettamente connessi tra loro in un unico movimento dinamico.

Amanda Chiarucci: Prima di fiorire (Opera dedicata a Pierfilippo Pompei), 2017-2020 - Golden Venture Origami con carta Bristol, carta da rivista Touring Club Italia 1950, alluminio, inchiostro, matita, pastello, 51.5 x 51.5 x 140 cm

Amanda Chiarucci: Prima di fiorire (Opera dedicata a Pierfilippo Pompei), 2017-2020 – Golden Venture Origami con carta Bristol, carta da rivista Touring Club Italia 1950, alluminio, inchiostro, matita, pastello, 51.5 x 51.5 x 140 cm

Quali sono i prossimi appuntamenti legati alla mostra?

Nadia Stefanel: Stiamo organizzando un talk per febbraio per far dialogare artisti e scienziati/fisici sulle questioni che riguardano l’Universo. La quantistica oramai è utilizzata in amplissimi settori, compresa anche la biologia. Vorremmo fare un punto della situazione su questo.

QUANTUM ART
Oltre il visibile

Artisti: Camilo Bojaca, Andrea Cereda, Amanda Chiarucci, Ina Conradi & Mark Chavez, Giacomo Costa, Giuliana Cunéaz, Vincenzo Marsiglia, Elena Nemkova, Leonardo Petrucci, Semiconductor
a cura di Nadia Stefanel

8 novembre 2025–21 marzo 2026
Fondazione Dino Zoli, Forlì

ingresso libero
fondazionedinozoli.com/quantum-art-oltre-il-visibile

INSTALLATION VIEWS:
Vedute della mostra Quantum Art. Oltre il visibile, Fondazione Dino Zoli, Forlì, 2025.
Ph. Clarissa Pambianco

Veduta della mostra Quantum Art. Oltre il visibile, Fondazione Dino Zoli, Forlì, 2025. Ph. Clarissa Pambianco
Veduta della mostra Quantum Art. Oltre il visibile, Fondazione Dino Zoli, Forlì, 2025. Ph. Clarissa Pambianco
Veduta della mostra Quantum Art. Oltre il visibile, Fondazione Dino Zoli, Forlì, 2025. Ph. Clarissa Pambianco
Veduta della mostra Quantum Art. Oltre il visibile, Fondazione Dino Zoli, Forlì, 2025. Ph. Clarissa Pambianco
Veduta della mostra Quantum Art. Oltre il visibile, Fondazione Dino Zoli, Forlì, 2025. Ph. Clarissa Pambianco

Alice Traforti

Founder e Redazione | Vicenza
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