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Małgorzata Mirga-Tas alla Collezione Maramotti: l’ago che ricuce la storia

A Reggio Emilia, la Collezione Maramotti ospita fino all’8 febbraio 2026 ‘The Big Dipper Will Foretell the Future of the Roma [il Grande Carro predirrà il futuro dei rom]’, progetto nato dall’incontro tra l’artista rom polacca la comunità sinta e rom della città. Dai loro racconti, foto di famiglia e ricordi condivisi, è nata l’esposizione.

L’artista non è nuova al pubblico italiano. Nel 2022, ha rappresentato la Polonia alla Biennale di Venezia, dove ha preso spunto dagli affreschi di Palazzo Schifanoia a Ferrara. Con dodici grandi arazzi che rappresentano i mesi dell’anno, ha rivisitato un’opera classica dell’arte occidentale, reinterpretandola attraverso l’esperienza e la cultura vernacolare polacca-rom.

Il lavoro di Mirga-Tas mette in luce la marginalità, la discriminazione e le difficoltà di integrazione della sua comunità e nasce da una pratica condivisa, che incarna la determinazione di preservare, nonostante le difficoltà, le espressioni culturali e i legami che rendono la comunità coesa.

Nel suo studio a Szaflary, nel sud della Polonia, l’artista cuce gli arazzi insieme a familiari e persone della sua comunità. I materiali provengono da abiti, tende, tovaglie, piccoli ornamenti, a volte appartenuti direttamente alle persone ritratte. Così ogni opera porta con sé una traccia reale delle vite che racconta.

Ritratto di Małgorzata Mirga-Tas

Ritratto di Małgorzata Mirga-Tas |Ph. Bruno Cattani

Le immagini da cui parte sono spesso fotografie: scattate da lei stessa, dallo zio Andrzej Mirga, o trovate in archivi e album di famiglia. Prima vengono ridisegnate su carta, poi tradotte in patchwork complessi, cuciti pezzo dopo pezzo.

Il suo lavoro si basa su una convinzione: molti stereotipi nascono dalle immagini, e si possono cambiare, riscrivendo nuove rappresentazioni. Per questo, Mirga-Tas vuole dare alla comunità rom una presenza visibile e dignitosa nella storia dell’arte europea e al tempo stesso combattere l’antiziganismo, reinventando opere del patrimonio occidentale per rappresentare immagini positive della sua comunità come pacifica, transnazionale e unita. 

Proprio in questa direzione si inserisce la mostra di Reggio Emilia, ispirata all’immaginario dei luna park e, in particolare, al tema della giostra e degli spettacoli itineranti gestiti da imprese familiari tramandate di generazione in generazione, uno degli aspetti più caratteristici della cultura rom in Italia.

Małgorzata Mirga-Tas: The Big Dipper Will Foretell the Future of the Roma (dettaglio), Collezione Maramotti 2025

Małgorzata Mirga-Tas: The Big Dipper Will Foretell the Future of the Roma (dettaglio), 2025- veduta di mostra – Collezione Maramotti, Reggio Emilia © Małgorzata Mirga-Tas | Courtesy of the artist; Foksal Gallery Foundation, Warsaw; Frith Street Gallery, London; and Karma International, Zurich

Al centro dell’esposizione, una grande installazione riproduce la forma di una giostra a grandezza naturale, rivestita di arazzi, composizioni patchwork di tessuti allegri e variopinti, che raffigurano scene di vita di ogni giorno della comunità sinta e rom in Emilia. Ci sono una famiglia di giostrai, una coppia con un bimbo, la famiglia del rom reggiano Rino nel salotto di casa, il ritratto di un uomo che durante la guerra fu internato nel campo di concentramento di Prignano sul Secchia, Modena, e poi diventò partigiano, che danza insieme alla moglie, tre generazioni di donne sedute sulla soglia.


Fedele alla prospettiva femminista che Mirga-Tas adotta nel suo praticare l’arte, anche in questa mostra le donne diventano presenze centrali, custodi della memoria collettiva in una comunità ancora a forte impronta patriarcale, sebbene annoveri figure femminili di grande rilevo nel campo dell’attivismo sociale e della cultura. Sono immagini semplici e piene di affetto: legami familiari, gesti quotidiani, il senso di comunità che passa di generazione in generazione.

La dignità tranquilla dei personaggi di Mirga-Tas risuona anche nella parte superiore della giostra, dove sono riportati versi dai ‘canti’ di Bronisława Wajs (1908-1987), conosciuta come Papusza, che parlano di vita semplice nella natura, e di libertà.  Poetessa tra i massimi rappresentanti della letteratura rom in Polonia, tradotta in tantissime lingue, Papusza pagò a caro prezzo la notorietà per mano della sua stessa comunità.

Małgorzata Mirga-Tas: The Big Dipper Will Foretell the Future of the Roma (dettaglio), Collezione Maramotti 2025

Małgorzata Mirga-Tas: The Big Dipper Will Foretell the Future of the Roma (dettaglio) , 2025 –
Patchwork tessile, acrilico, tecnica mista.© Małgorzata Mirga-Tas | Courtesy of the artist; Foksal Gallery Foundation, Warsaw; Frith Street Gallery, London; and Karma International, Zurich Ph. Marcin Tas

Intorno alla giostra, l’installazione si completa con un grande arazzo che raffigura un caravan e le persone che lo abitano: un’immagine che parla di viaggio, ma anche di casa, di familiarità e di legami che non dipendono da un luogo fisso. Ci sono poi tre cavallini di legno che riprendono il motivo dei cavallini cuciti nella parte superiore della giostra: una presenza che rimanda alla storia del rapporto profondo tra rom e sinti e i cavalli. Animali compagni di lavoro e di viaggio, ma anche figure cariche di significato affettivo e simbolico.

Ma nel riferimento visivo della giostra, simbolo di un movimento continuo, si riconosce anche un’altra storia, più taciuta e profonda: quella degli spostamenti forzati e delle persecuzioni che hanno segnato le vite di molte famiglie rom e sinte. Per Mirga-Tas, l’idea di viaggio non è solo memoria culturale, ma una condizione subita nei secoli, che risuona nel presente.

Małgorzata Mirga-Tas: The Big Dipper Will Foretell the Future of the Roma (dettaglio), Collezione Maramotti 2025

Małgorzata Mirga-Tas: The Big Dipper Will Foretell the Future of the Roma (dettaglio) – 2025 -Patchwork tessile, acrilico, tecnica mista © Małgorzata Mirga-Tas | Courtesy of the artist; Foksal Gallery Foundation, Warsaw; Frith Street Gallery, London; and Karma International, Zurich

Alessandra Alliata Nobili

Founder e Redazione | Milano
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