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Gloria Tomasini: la scultura fra natura e paesaggi interiori

Ponti immaginativi tra paesaggi marini, regno vegetale e animale, le sculture in ceramica di Gloria Tomasini sono strutture fantastiche che sembrano essere modellate con materiali vivi.

Ogni pezzo è un insieme densamente dettagliato che dimostra un’indiscutibile virtuosità tecnica e una stupefacente fusione di forme. Alcune sculture ricordano la brillantezza e la traslucenza del vetro, altre mimano le superfici erose di rocce erose dal vento e dal mare, ricoperte da concrezioni elaborate. 

Nascosti in questi agglomerati simil-organici si annidano piccoli segreti, arricchiti da una palette di colori a volte naturali, a volte vibranti. 

La giovane artista nata a Lugano, racconta in questa intervista che l’atto di lavorare la materia rappresenta un momento di profonda riflessione interiore. Le superfici variegate, gli anfratti e i dettagli tattili invitano a esplorare un universo ricco e complesso, risultato di un percorso di introspezione e di viaggio nel proprio mondo interiore.

Fino al 22 novembre 2025 le opere di Gloria Tomasini sono esposte nella doppia personale Stone and Coral con Diego Azzola presso Candy Snake Gallery a Milano.


Ritratto di Gloria Tomasini nel suo studio

Quando crei le tue sculture, trai ispirazione direttamente dalla natura, evidente nella tua rielaborazione creativa del paesaggio marino? Come inizia un tuo nuovo progetto?

Gloria Tomasini: Penso che il mio legame con la natura nasca principalmente dall’infanzia. Ho passato tantissimo tempo all’aria aperta, tra la campagna e il mare. Costruivo rifugi con legno e sassi, li decoravo con materiali che trovavo intorno a me: bacche, foglie, piume. Usavo le bacche per disegnare sulle rocce, catturavo insetti, portavo a spasso lucertole.

Ero sempre immersa nei dettagli delle cose: la texture delle cortecce, le sfumature di un guscio, i movimenti delle piccole creature. Anche sott’acqua mi sentivo a casa. Raccoglievo conchiglie, frammenti di oggetti consumati dal tempo, resti di ricci di mare. Questi gesti, in qualche modo, sono ancora presenti nel mio modo di lavorare oggi. 

Quando inizio una scultura, non parto mai da un’immagine precisa o da un progetto definito. Lascio che sia la materia a guidarmi. Modellando l’argilla, la forma emerge da sé, quasi come se fosse già lì e aspettasse solo di essere liberata.

Gloria Tomasini: Milk Bruise II, 2025, ceramica smaltata, 24x18x20cm | Courtesy l’artista e Candy Snake Gallery

Prendi ispirazione anche da movimenti e artisti del presente o del passato?

Gloria Tomasini: Seguo molti artisti contemporanei che lavorano con la ceramica, ma non mi riconosco in una corrente precisa. Il mio è un approccio molto spontaneo, forse anche un po’ infantile — nel senso più puro del termine: libero, istintivo, giocoso.

Il disegno gioca un ruolo nel tuo processo creativo?

Gloria Tomasini: Il disegno non ha un ruolo centrale nel mio processo scultoreo. Come dicevo, preferisco improvvisare: quando la forma inizia a emergere, è sempre l’intuito che mi guida.

Eppure, il disegno resta per me un canale importante, più intimo. Disegno da quando ero bambina, ed è ancora oggi uno spazio privato dove parlo di me e di ciò che vivo. I miei soggetti sono spesso figurativi, raccontano emozioni, ricordi, desideri.

Gloria Tomasini: Bruise, 2025, ceramica smaltata, 28x22x14cm | Courtesy l’artista e Candy Snake Gallery

Le tue sculture invitano a essere osservate all’esterno e all’interno, negli anfratti ricchi di colore e di piccoli dettagli. Come realizzi questi dettagli?

Gloria Tomasini: Le mie sculture invitano l’osservatore ad avvicinarsi. Mi piace l’idea che, guardandole, si possa scoprire qualcosa che non si era notato prima: dettagli nascosti, parti più intime. 

Durante la lavorazione, la fase in cui mi dedico ai dettagli è quella che preferisco. È il momento che mi fa alzare dal letto impaziente, emozionata. Modellare è un atto meditativo, che mi sospende dal tempo e dal mondo. In quei momenti mi sento davvero fortunata ad avere qualcosa che amo così profondamente.

Gloria Tomasini: Trust me and I’ll set you free, 2025, ceramica smaltata, 20x20x2cm 20x23x3cm. | Courtesy l’artista e Candy Snake Gallery

Alcune forme sembrano erose dal vento e dall’acqua. Quali tecniche utilizzi per ottenere questi effetti: modellazione manuale, intaglio o una combinazione di metodi?

Gloria Tomasini: Lavoro sempre con argilla e smalti ad alta temperatura: mi offrono la resa che cerco, sia in termini di cromia che di resistenza. I dettagli emergono spontaneamente, come la forma. Mi piace inserirli anche nei punti più nascosti o meno visibili a un primo sguardo. In questo modo, ogni pezzo diventa una sorta di piccolo paesaggio da esplorare. 

Con gli smalti sperimento molto: li mescolo, li stratifico, mi lascio sorprendere dal risultato dopo la cottura. Il colore, per me, è sempre secondario rispetto alla forma.

Le palette che uso variano molto. A volte uso il colore per enfatizzare una curva, una rientranza, una fessura nascosta. Altre volte lo lascio colare liberamente, e mi piace quando lo smalto crea delle reazioni impreviste con la forma, come se fosse lui a decidere dove fermarsi. 

Amo giocare con gli effetti degli smalti, vedere come si fondono, come reagiscono tra loro. In un certo senso, il colore non “decora” le mie sculture, ma le completa. È come se desse voce alla forma, o le aggiungesse un’emozione.

Gloria Tomasini: Blue Nest (dettaglio), 2025, ceramica smaltata, 23x16x18cm | Courtesy l’artista e Candy Snake Gallery

La relazione fra interno ed esterno crea un dialogo che è una costante nel tuo lavoro, e sembra riflettere un dialogo tra coscienza e subconscio. Questo aspetto influenza in generale la tua ricerca estetica?

Gloria Tomasini: Spesso nelle mie sculture c’è un dialogo tra l’esterno e l’interno, tra ciò che è visibile e ciò che è nascosto. Questo per me ha un significato profondo: nella mia pratica ritorna spesso l’idea della tana, del rifugio, della casa. 

L’arte, per me, è un luogo di protezione, e scolpire è un modo per dare forma a questo sentimento. Ho cambiato tante case crescendo, e mia madre è stata l’unico punto fermo della mia famiglia. È venuta a mancare da poco, e il suo ricordo è presente in tutto ciò che faccio. 

Entrambi i miei genitori sono cresciuti in orfanotrofio, e credo che da sempre io senta un bisogno profondo di costruire un senso di casa, di radicamento, anche attraverso ciò che faccio. Modellare, creare, è il mio modo di cercare casa. Le mie opere sono rifugi, spazi dove poter sostare, proteggersi, ritrovarsi.

Gloria Tomasini: Melting Gold, 2025, ceramica smaltata, 21x22x25 cm | Courtesy l’artista e Candy Snake Gallery

In opere così tecnicamente complesse, come garantisci la stabilità strutturale, soprattutto per le parti estremamente sottili?

Gloria Tomasini: Dal punto di vista tecnico, la parte più delicata è quella che riguarda la stabilità. L’argilla ha bisogno di asciugare lentamente, in modo da poter reggere il peso e mantenere forme complesse.

Bisogna saper aspettare il momento giusto per aggiungere o scavare, altrimenti si rischia che si crepi o si rompa. È un processo che richiede pazienza e ascolto.

Gloria Tomasini: First Love, 2024, ceramica smaltata,45x30x60 cm. | Courtesy l’artista e Candy Snake Gallery

Guardando al futuro, ci sono obiettivi specifici o nuove tecniche che vorresti esplorare , oppure idee e progetti che non hai ancora realizzato?

Gloria Tomasini: Guardando avanti, mi piacerebbe esporre in contesti che abbiano un’identità più particolare, più in dialogo con la mia ricerca. 

Il white cube funziona, ma sento il desiderio crescente di portare il mio lavoro in spazi alternativi, meno neutri, più vivi. Sogno di poter legare le mie opere all’elemento dell’acqua, magari in installazioni site-specific, dove scultura e ambiente si influenzano a vicenda. E mi piacerebbe viaggiare, portare ciò che creo lontano da qui. In particolare, sogno l’Oriente. 

Vorrei che le mie opere potessero dialogare con culture e sensibilità diverse, e trovare nuove case anche altrove.

Gloria Tomasini: Blue Nest, 2025 ceramica smaltata, 23x16x18 cm | Courtesy l’artista e Candy Snake Gallery

Alessandra Alliata Nobili

Founder e Redazione | Milano
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